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Il luogo dell'esplosione

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Indagini a una svolta sull’esplosione che ha provocato danni a negozi e a automobili in sosta

LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Sarebbero a una svolta le indagini per individuare l’autore del danneggiamento della panetteria “Il fornaio” dove è espolsa una bomba intorno alle 23.30 di giovedì scorso che ha causato danni oltre che alla panetteria anche a cinque auto in sosta nella zona, a una pasticceria posta di fronte all’attività presa di mira e alle fineste dei piani superiori di una palazzina (LEGGI LA NOTIZIA).

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Gli investigatori della polizia di Stato avrebbero infatti raccolto elementi importanti per individuare l’autore (o gli autori) sia tramite le telecamere di videosorveglianza delle vie limitrofe a via Piave e via Adige, dove è situato l’ingresso principale dell’attività danneggiata, la panetteria, che anche per attività investigative a riscontro di quanto sarebbe emerso dalle immagini delle telecamere.

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L’ordigno è stato collocato nella vetrina laterale (via Piave) della panetteria, mentre nel precedente attentato di luglio 2011 (dove era situata la stessa pasticceria ora di fronte alla panetteria) l’ordigno era esploso davanti l’ingresso del locale. Dopo i lavori di venerdì scorso, la panetteria sabato mattina ha ripreso l’attività (così come la pasticceria) e nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi sulle indagini.

Insomma gli investigatori della polizia sarebbero vicini alla soluzione del caso così come avvenuto nel febbraio del 2016 quando dopo diversi atti intimidatori contro attività commerciali del centro fu arrestato l’autore di recente tra l’altro condannato dal gup con il rito abbreviato. In pochi giorni infatti gli investigatori individuarono e arrestarono l’incappucciato seriale che nel giro di 20 giorni aveva compiuto nove intimidazioni a scopi estorsivi contro diverse attività commerciali.

Episodi commesse con modalità diverse: buste con proiettili e scritte minacciose, incendi di auto e di un mezzo pubblicitario nonchè colpi di pistola contro un’Agenzia di servizi postali presa di mira più volte in quel periodo. Anche in questo caso l’autore (il giovane Giuseppe Galluzzi) fu individuato dalla polizia sia attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza che anche per uno scontrino fiscale trovato al giovane che acquistò una felpa utilizzata per le azioni intimidatorie.

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