Il palazzo comunale di Lamezia

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LAMEZIA TERME – Sul tavolo del ministero dell’Interno sarebbe arrivata la proposta di scioglimento del Consiglio comunale di Lamezia Terme (e sarebbe la terza volta dopo il 1991 e il 2001, se dovesse essere accolta dal ministro dell’Interno Marco Minniti).

La commissione d’accesso antimafia disposta dal prefetto il 9 giugno scorso (composta dal viceprefetto Massimo Mariani, presidente della commissione, ma promosso prefetto e trasferitosi poi a Foggia, il colonnello dei carabinieri Alceo Greco, comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri e il capitano della finanza Alberto Mollica del comando provinciale della finanza) avrebbe infatti proposto al prefetto Latella al termine di una relazione lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Relazione che poi sarebbe stata inviata al ministero con proposta di scioglimento. A settembre scorso, il prefetto aveva disposto tre mesi di proroga per gli accertamenti alla commissione d’accesso antimafia insediatasi il 9 giugno scorso al Comune, ma evidentemente il lavoro della commissione si è concluso prima dei tre mesi di proroga (che scadevano a dicembre).

Dopo la notizia della richiesta, il sindaco  Paolo Mascaro ha affermato: «A mio parere è impossibile che la Commissione d’accesso abbia proposto lo scioglimento del Comune perchè gli ultimi atti ufficiali risalgono al 3 ottobre, quando mi è stata richiesta la copia di un atto».

«Il 16 ottobre, in seguito a ciò – prosegue Mascaro – ho anche inviato una memoria nella quale ho chiesto di essere sentito. Non credo che possa essere giunta sul tavolo del ministero tale richiesta, non ci sarebbero i tempi tecnici. Ciò che, poi, mi sorprende è anche il fatto che la stampa abbia avuto la notizia prima del sindaco che, tra le altre cose, aveva chiesto ufficialmente di essere sentito. Questo non può succedere in uno Stato di diritto».

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