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Il saluto fascista al funerale di Giardini

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CATANZARO – «Camerata Nando Giardini!». «Presente!». E tutti su, con il braccio destro alzato verso il feretro che stava uscendo dalla Basilica dell’Immacolata. Un saluto ripetuto per tre volte ai funerali di Nando Giardini, storico esponente della Destra calabrese, morto il 6 settembre, nella sua abitazione di Catanzaro, all’età di 96 ann. «Una vergogna», avevano urlato dall’Anpi nel momento di osservare le immagini di quel saluto ben presto diventato virale.

Un inchino di fronte alla morte di un “maestro buono”, aveva replicato nei giorni successivi uno dei protagonisti della rumorosa vicenda. E tra chi si appella alla magistratura, chiedendo di perseguire quel gesto come reato dell’apologia del fascismo, e chi si fa forte di una sentenza della Cassazione, che ha già escluso gli estremi di reato quando il saluto romano ha scopo commemorativo e non violento, c’è chi ha raccolto tutte le carte per mettere finalmente un punto.

Acquisite le immagini delle telecamere collocate nell’area antistante la chiesa e alcune testimonianze di chi ha assistito ai funerali, i poliziotti della Digos hanno già tirato le somme in una relazione nella quale sono confluiti i nomi di almeno dieci camerata, tra esponenti di Forza nuova e Casa Pound, compreso quello del giovane militante di estrema destra che aveva dato il comando “incriminato”. Nomi adesso finiti al vaglio del sostituto procuratore, Pasquale Mandolfino, chiamato a verificare l’intento del saluto tanto contestato.

Secondo la Cassazione, infatti, la legge non punisce “tutte le manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, ma solo quelle che possono determinare il pericolo di ricostituzione di organizzazioni fasciste”, e i gesti e le espressioni “idonei a provocare adesioni e consensi”.

Quando, invece, il saluto fascista viene fatto solo con uno scopo puramente commemorativo, senza «alcun intento restaurativo del regime fascista», non è reato e non può essere punito. Ed è stata con questa motivazione che la Corte di Cassazione ha assolto, lo scorso anno, due manifestanti a Milano che, rispondendo alla “chiamata del presente”, avevano alzato il braccio destro facendo il saluto fascista. Proprio come è accaduto il pomeriggio del 9 settembre a Catanzaro, quando, al termine delle esequie di Nando Giardini, i “camerati” si sono schierati sulle scale e davanti alla chiesa per tributare il loro omaggio alzando il braccio destro e urlando “Presente!” al richiamo «Camerata Nando Giardini».

Quindi, solo applausi. E, dopo, polemiche finite in un’aula di giustizia.

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