Un'aula di tribunale

Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 Minuti

CATANZARO – Quindici magistrati in servizio in Calabria, con diversi incarichi, sono indagati dalla procura di Salerno. Secondo quanto riporta stamane “Il Fatto quotidiano”, i reati contestati a vario titolo sono diversi, fra cui il favoreggiamento mafioso, la corruzione semplice e in atti giudiziari, l’abuso d’ufficio.

Il relativo fascicolo, seguito da due sostituti procuratori di Salerno, sarebbe stato aperto dopo che la procura distrettuale di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, nel luglio scorso ha trasmesso gli atti per competenza ai magistrati della città campana. Gli uffici coinvolti sarebbero quelli del capoluogo calabrese, di Cosenza e di Crotone.

Secondo quanto riportato nell’articolo, tra gli indagati figurano il procuratore capo di Cosenza, Mario Spagnuolo, il procuratore di Castrovillari, Eugenio Facciolla, e il procuratore aggiunto di Catanzaro, Vincenzo Luberto.

Al centro dell’inchiesta, episodi di favoreggiamento a beneficio di indagati e rivelazione di segreto d’ufficio in relazione a operazioni di polizia, ma anche la manipolazione di atti relativi ad indagini. Al momento non risultano, comunque, provvedimenti a carico dei magistrati coinvolti. 

Secondo le ipotesi accusatorie tutte, da verificare, scrive ancora il Fatto Quotidiano, Spagnuolo avrebbe favorito un indagato in cambio del suo silenzio sul fratello, Ippolito Spagnuolo, medico psichiatra, mentre il procuratore aggiunto catanzarese Luberto sarebbe accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e abuso per avere riferito notizie su un’operazione all’ex vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo. Un fascicolo riguarderebbe anche il procuratore di Castrovillari, Facciolla accusato di abuso d’ufficio perché chiamato in causa da un maresciallo dei cc Forestale che, con il suo presunto avallo, avrebbe manipolato atti di indagine.

Le reazioni degli indagati

Nessuna dichiarazione dagli uffici della procura di Catanzaro e da quelli di Cosenza, mentre sull’inchiesta è intervenuto  l’avvocato Antonio Zecca, legale del procuratore capo di Castrovillari, Eugenio Facciolla, che all’AGI ha detto: «A Salerno, per quanto riguarda la posizione del procuratore Facciolla, è in corso un approfondimento su temi amministrativi e organizzativi della procura di Castrovillari. Soltanto questo».

«Ho letto l’articolo che riguarda un grappolo di magistrati calabresi per reati associativi o per collusioni con reati associativi – dice l’avvocato – ma assolutamente nulla ha a che vedere l’indagine che riguarda Eugenio Facciolla con questi temi. Il dottor Facciolla ha già ampiamente chiarito il suo ruolo e il suo comportamento ma, ripeto, sotto l’aspetto amministrativo ed organizzativo dell’ufficio. E’ a dir poco sorprendente che ci sia una fuga di notizie su questi temi – conclude l’avvocato Zecca – mi sembra un vero e proprio salto nel passato, quando negli anni Novanta le informazioni di garanzia gli interessati le ricevevano dalle testate giornalistiche». 

Lo scontro nella Procura di Catanzaro

Intanto, va verso l’archiviazione il fascicolo che era stato aperto al Csm sui contrasti tra i vertici giudiziari di Catanzaro, il procuratore generale Otello Lupacchini e il procuratore Nicola Gratteri di cui dà oggi notizia il Fatto Quotidiano.

La Prima Commissione, a quanto si è appreso, si è già espressa all’unanimità per la chiusura della pratica, e la prossima settimana depositerà la sua proposta. Il caso è rimasto circoscritto e non ha avuto risonanza nell’ambiente giudiziario: è per questo che secondo la Commissione non ci sarebbero gli estremi per una procedura di trasferimento per incompatibilità dei due magistrati.

Il Fatto scrive di una nota interna con cui Lupacchini ha contestato a Gratteri il mancato rispetto di regole di coordinamento con gli altri uffici giudiziari. E, riportando stralci dei verbali delle audizioni fatte a luglio dai due magistrati al Csm, riferisce delle bordate reciproche che si sono rivolti.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •