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La sede del Tar Calabria a Catanzaro

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CATANZARO – La storia si ripete. Come accaduto nei giorni scorsi al governatore Spirlì, il Tar Calabria sospende l’efficacia dell’ordinanza con cui il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, lo scorso venerdì, aveva disposto, sulla scorta dei suggerimenti dell’Asp, la didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado della città capoluogo, a partire da lunedì 22 e fino al 31 marzo, ultimo giorno prima delle vacanze pasquali.

Con il decreto pubblicato oggi firmato dal presidente del Tar Calabria, Giancarlo Pennetti, viene dunque accolto, in via cautelare, il ricorso con cui un gruppo di genitori, tutelati dall’avvocato Gaetano Liperoti, avevano chiesto l’annullamento dell’ordinanza sindacale.

Richiamando la legislazione nazionale in ambito del contenimento della diffusione del Covid 19, il tribunale evidenzia che «l’intervento sindacale, strettamente commisurato all’ambito locale, che residua a copertura degli eventuali spazi lasciati liberi dai livelli di governo sovraordinati e che mira ad una accentuazione a livello comunale del regime di restrizioni già operanti deve pertanto necessariamente radicarsi, dal punto di vista della giustificazione dell’esercizio del potere in questione, ad una adeguata istruttoria e ad una congrua motivazione che dia contezza delle conclusioni raggiunte dall’autorità sulla scorta dei dati raccolti».

A tal proposito, viene evidenziato «il Tar, ha ripetutamente chiarito che le condizioni per l’adozione dell’ordinanza contingibile ed urgente sono la sussistenza di un pericolo irreparabile ed imminente, non altrimenti fronteggiabile con i mezzi ordinari apprestati dall’ordinamento, la provvisorietà e la temporaneità dei suoi effetti e la proporzionalità del provvedimento; non è, quindi, legittimo adottare ordinanze contingibili ed urgenti per fronteggiare situazioni prevedibili e permanenti o quando non vi sia urgenza di provvedere, intesa come assoluta necessità di porre in essere un intervento non rinviabile, a tutela della salute».

Nel caso dell’ordinanza di Abramo, la decisione di chiudere le scuole, aggiunge ancora il tribunale, si fonda esclusivamente «sula nota dell’Asp – Dipartimento della Prevenzione di Catanzaro del 19 marzo u.s. che accenna in modo generico all’aumento di casi di positività al Covid 19 all’interno delle varie scuole» senza specificazione alcuna né del numero di casi, né degli istituti scolastici interessati, né della tipologia di soggetti interessati (studenti, personale scolastico) né dell’efficacia delle apposite misure di quarantena precauzionale e senza indicazione di esistenza di veri e propri focolai epidemici, il tutto senza alcuna contestualizzazione all’interno della situazione generale del Comune di Catanzaro quanto a incidenza dei contagi, indici riscontrati, incidenza delle cc.dd. varianti e concreto impatto sui servizi sanitari legati all’emergenza nonché senza le previsioni di restrizioni a carico delle comunità adulte”.

La conclusione è ben chiara: «Il riscontro di casi positivi (nei limiti in cui essi rimangano in misure contenute) in una classe/istituto deve essere gestito “in via ordinaria” con i predetti sistemi previsti dal Piano scuola, efficaci per prevenire la diffusione dei contagi anche grazie alla facile tracciabilità dei contatti nella scuola, diversamente da altre comunità adulte, risultando invece sproporzionata una chiusura indiscriminata delle scuole che sacrifica soggetti anche non minimamente attinti da un possibile rischio».

Il Tar dunque sospende l’efficacia dell’ordinanza del primo cittadino in attesa della trattazione nel merito nella camera di consiglio del 14 aprile 2021.
A questo punto si apre un’altra partita. Proprio ieri l’Asp di Catanzaro aveva invitato i primi cittadini di tutta la provincia a chiudere le scuole, sempre con la motivazione «dell’aumento di casi nei vari istituti» (LEGGI). E la maggior parte dei sindaci si sono già adeguati, emanando le ordinanze di chiusura. Che a questo punto, in caso di ricorsi, andranno inevitabilmente verso la sospensione.

La reazione del sindaco Abramo

Il sindaco Sergio Abramo ha commentato la sentenza del Tar Calabria affermando: «La accetto e la rispetto con il senso del dovere e delle istituzioni che deve essere proprio di qualsiasi amministratore» e aggiungendo: «Debbo tuttavia sottolineare che la decisione assunta dal sottoscritto è stata motivata dalla volontà di tutelare il bene primario della salute di studenti, familiari e corpo docente in considerazione di una nota ufficiale che ho ricevuto, nella stessa giornata di venerdì, dal dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro. Nota nella quale veniva proposta, sulla base “dell’aumento di casi di positività al Covid-19 all’interno delle varie scuole”, la chiusura di tutti gli istituti scolastici del territorio comunale dal 22 marzo al 6 aprile».

«Ho pensato tanto prima di redigere l’ordinanza e di firmarla – ha affermato il sindaco di Catanzaro – le mie valutazioni sono state ponderate da ogni punto di vista. So bene quanto sia necessario che i nostri figli frequentino il più possibile, e in tutta sicurezza, le aule scolastiche. Comprendo benissimo anche le difficoltà di molti genitori, che in questi giorni hanno avuto parecchie complicazioni nel conciliare gli impegni di lavoro con quelli familiari. Ma di fronte a un’indicazione chiara da parte dell’Autorità sanitaria competente sul territorio non me la sono sentita di assumere la responsabilità di non garantire seguito alla nota del dipartimento competente dell’Asp».

Dubbi di alcuni sindaci sulla nota dell’Asp

Non mancano, però, anche sindaci che hanno espresso dubbi sui contenuti della nota dell’Asp che invitava a chiudere le scuole. Tra questi, il sindaco di Marcellinara Vittorio Scerbo: «Ho letto con sorpresa la nota pervenuta dal Direttore dell’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica che, indirizzata genericamente a tutti i Sindaci del Distretto di Catanzaro, senza fornire numeri e dati sui casi di positività all’interno delle varie scuole, come si converrebbe in questi casi, e citando “l’approssimarsi delle vacanze pasquali nel cui periodo sarà attuato il lockdown nazionale”, propone ai Sindaci la chiusura degli Istituti Scolastici».

Nel ricordare le precedenti decisioni del Tar, Scerbo ha aggiunto: «Si continua ad attestare il fallimento sanitario e soprattutto lo scaricabarile sui Sindaci, dandoli come al solito in pasta all’opinione pubblica. Inaccettabile! Per proporre tale atto ai sindaci si comunichi a ciascuno i dati specifici per Istituto del territorio con una relazione sanitaria precisa e dettaglia, non con il generico ” visto l’aumento di positività covid all’interno delle scuole».

«Mi spieghi – ha concluso amaramente il sindaco Vittorio Scerbo – il Direttore dell’Unità di Igiene e Salute pubblica con quali motivazioni debba adottare, ad esempio a Marcellinara, un’ordinanza contingibile ed urgente senza aver nemmeno un caso nel locale istituto comprensivo e, soprattutto, con due soli casi, in via di guarigione, sul territorio comunale, non legati in alcun modo ad ambienti scolastici, per i quali, c’è da sottolineare, l’Asp ha comunicato, con notevole ritardo, i provvedimenti di competenza, visto che ho dovuto confidare, per fortuna, sulla responsabilità dei cittadini».

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