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Un'aula vuota

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CATANZARO – Aule quasi vuote a Catanzaro e nei centri della provincia dove i sindaci avevano deciso di non emettere ordinanze di sospensione delle lezioni a causa dei contagi al Covid-19. Una condizione diversa rispetto a quella registrata, ad esempio, in provincia di Cosenza (LEGGI).

Si moltiplicano, infatti, le segnalazioni sia da Catanzaro, che da Lamezia Terme e da alcuni centri della provincia, che evidenziano come le presenze in classe siano davvero poche. Soltanto un numero ridotto di studenti, nei vari gradi, ha deciso di presentarsi dopo le vacanze natalizie e la proroga concessa dalla Regione Calabria per aumentare le vaccinazioni tra i più giovani.

Al liceo scientifico Fermi, alcune delle 70 classi sono rimaste vuote. «Io – ha detto la dirigente Teresa Agosto – non ho ben capito lo sciopero che senso ha. Teatri, ristoranti, cinema, quelli non sono luoghi di contagio? Comprendo il problema dei trasporti. Comprendo tutto e tutti, ma la Dad non la posso concedere. Sono un dirigente dello Stato e devo applicare le norme». La dirigente si pone un interrogativo rispetto agli assenti e lo rivolge alle famiglie: «Siamo sicuri che questi ragazzi la sera stanno a casa? Vengono evitate altre fonti di contagio? Noi personale scolastico siamo qui e assicuriamo il servizio». In ogni caso, per le assenze non saranno presi provvedimenti. «Non me la sento – ha detto Agosto – anche perché andrebbe contro la potestà genitoriale. Ci dobbiamo calare in questo clima di paura. Quello che è successo alla Patari e all’Aldisio (due istituti vandalizzati nel corso della notte, ndr), per esempio, è gravissimo e dà il polso della situazione fuori controllo, dovuta ad una pressione psicologica eccessiva che non tutti sappiamo gestire».

Il timore degli insegnanti, tuttavia, è reale. «Nelle classi – spiega una docente – ci sono alcuni assenti, però io mi sento come se fossi mandata al fronte e pronta al sacrificio, mio e dei miei familiari. Non è giusto. Abbiamo speso milioni per i banchi con le rotelle, ora non è possibile fare prevenzione per garantirci tamponi che ci tutelino?».

La protesta degli studenti e le risposte dei sindaci

Erano stati gli stessi studenti, con lettere indirizzate ai sindaci di Catanzaro e Lamezia Terme (LEGGI) e firmate dai rappresentanti d’istituto di diverse scuole di secondo grado, a chiedere di rivalutare le decisioni visto l’alto numero di contagi.

A Catanzaro erano stati gli studenti degli istituti Liceo Scientifico Siciliani, Liceo Scientifico Fermi, Itas Chimirri, Istituto d’istruzione superiore De Nobili, Ite  Grimaldi-Pacioli, a rivolgersi al sindaco Sergio Abramo: «La rappresentanza catanzarese, ritiene questa misura necessaria per dare continuità a quelle precedentemente attuate, per garantire l’aumento delle vaccinazioni e per salvaguardare l’incolumità di studenti e famiglie».

Dal canto suo, Abramo aveva risposto evidenziando: «Ho discusso anche con altri colleghi sindaci e la linea maggioritaria, supportata anche dalla rappresentanza dell’Anci, è stata quella di rispettare le disposizioni già dettate dal Governo, non forzando la mano con ordinanze che, in questo momento, verrebbero sicuramente impugnate con l’effetto conseguente di un ritorno immediato tra i banchi».

Il risultato è che molte scuole di Catanzaro e provincia sono rimaste pressoché deserte, con alunni e famiglie che hanno scelto, evidentemente, di non presentarsi alla riapertura delle lezioni.

In alcuni comuni, invece, i sindaci hanno disposto la sospensione delle lezioni e hanno avviato, sin da oggi, iniziative di screening per studenti e personale scolastico con tamponi gratuiti, oltre ad iniziative di sostegno per la campagna vaccinale tra i più giovani.

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