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CATANZARO – È l’operazione che stravolge il panorama politico, imprenditoriale e professionale della Calabria quella che il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri definisce come «la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo» (LEGGI LE SUE DICHIARAZIONI) e che gli inquirenti hanno denominato Operazione Rinascita Scott.

Tra le persone coinvolte e raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare spiccano l’ex parlamentare e avvocato Giancarlo Pittelli, il sindaco di Pizzo e presidente dell’Anci Calabria, Gianluca Callipo, ma anche anche l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino, l’ex consigliere comunale di Vibo Vincenzo De Filippis (ai domiciliari) e l’attuale consigliere Alfredo Lo Bianco, i comandanti della Polizia municipale di Vibo e Pizzo Filippo Nesci (ai domiciliari), Enrico Caria, l’avvocato Francesco Stilo. il segretario del Psi calabrese Luigi Incarnato (domiciliari).

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LA SOLIDARIETA’ A GIANLUCA CALLIPO DALLA GIUNTA COMUNALE E DAL CONSIGLIO COMUNALE DI PIZZO

Tra gli arrestati c’è anche l’ex comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro Giorgio Naselli, adesso comandante provinciale a Teramo. Mentre il gip ha imposto il divieto di dimora in Calabria per l’ex parlamentare ed ex assessore regionale del Pd Nicola Adamo per traffico di influenze in riferimento al quale lo stesso Adamo ha dichiarato: «Non ho esercitato alcun traffico di influenze, né mai “accettata” alcuna proposta di corresponsione di nessuna somma di denaro. Comunque, tempo al tempo: aria pulita non ha paura dei tuoni. Sarà la magistratura ad accertare definitivamente i fatti contestati. Intanto, rilevo, però, che proprio sulla base di quanto riportato nella ordinanza, notificatami stamani, si evince come la medesima sia completamente disancorata dai fatti esposti e dai quali, per come descritti dalla stessa impostazione accusatoria, emerge la mia totale estraneità. Ciò che ritengo ignominioso e riprovevole è il fatto di essere stato inserito in un contesto di indagini concernenti la criminalità organizzata di tipo mafioso».

LEGGI CHI C’ERA AL VERTICE DEL SODALIZIO CRIMINALE DEL VIBONESE

I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito una misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro su richiesta della locale Procura distrettuale antimafia a carico di 334 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio, detenzione di armi, traffico di stupefacenti, truffe, turbativa d’asta, traffico di influenze e corruzione.

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Dei 334 indagati sottoposti alla misura cautelare, 260 sono stati ristretti in carcere, 70 agli arresti domiciliari e 4 sottoposti al divieto di dimora.

Disarticolate le cosche del Vibonese: oltre 400 indagati

L’operazione “Rinascita-Scott”, come è stata ribattezzata, ha disarticolato tutte le organizzazioni di ‘ndrangheta che operano nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi.

IL VIDEO DEL BLITZ NELLA NOTTE

Complessivamente sono 416 gli indagati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio ed altri numerosi reati aggravati dalle modalità mafiose.

LEGGI L’ORGANIZZAZIONE DEI “LOCALI” NEL VIBONESE

Contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare, i militari dell’Arma hanno notificato anche un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa 15 milioni di euro.

GLI AFFARI ANCHE NELLA SANITA’ VIBONESE

L’imponente operazione, frutto di articolate indagini durate anni, oltre alla Calabria, interessa varie regioni d’Italia dove la ‘ndrangheta vibonese si è ramificata: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata.

IL RUOLO DI GIANCARLO PITTELLI

Alcuni indagati sono stati localizzati e arrestati in Germania, Svizzera e Bulgaria in collaborazione con le locali forze di Polizia e in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria di Catanzaro.

Nell’imponente blitz sono impegnati 2500 Carabinieri del Ros e dei Comandi provinciali supportati anche da unità del Gis, del Reggimento Paracadutisti, degli Squadroni Eliportati Cacciatori, dei reparti mobili, da mezzi aerei e unità cinofile.

Sono emerse cointeressenze con personaggi del mondo politico e dell’imprenditoria. Sono stati documentati summit di ‘ndrangheta finalizzati al conferimento di promozioni e di incarichi ad affiliati di rilievo. Acquisendo elementi di riscontro in merito alle formule rituali utilizzate dai sodali per l’assegnazione del grado di “tre quartino”.

I numeri: 5 milioni di pagine su camion blindati

Sono stati diversi camion blindati, partiti da una località segreta, a portare a Catanzaro la documentazione necessaria per l’operazione Rinascita Scott che ha permesso di assestare il più duro colpo alla ‘ndrangheta mai arrivato prima.

Il numero di pagine stampate è impressionante: l’intero provvedimento è composto da 13.500 pagine e la sola ordinanza del giudice per le indagini preliminari da 1.263. Complessivamente, quindi, sono stati stampati oltre cinque milioni di fogli, necessari per comporre i provvedimenti da notificare agli indagati. Tutto questo è avvenuto in una località segreta, pare lontano dalla Calabria, per evitare fughe di notizie.

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