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Non accennano a placarsi le polemiche sull’ultimo concorso nazionale per presidi, annullato dal Tar Lazio per la presunta incompatibilità di tre membri di commissione. In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha rinviato l’udienza di merito al prossimo autunno, abbiamo sentito Angelo Marcucci, sindaco di Alvignano, uno dei tre commissari “incompatibili”, il quale per la prima volta rilascia alla stampa un’intervista su questa tormentata vicenda amministrativa.

Il Tar del Lazio ha annullato il concorso per l’incompatibilità di tre commissari, tra cui Lei. Come mai ha accettato a suo tempo di far parte della Commissione, visto nel bando del concorso vi era indicato, tra i motivi ostativi all’’accettazione dell’incarico di commissario, il fatto di ricoprire una carica politica?

Io ho partecipato perché non ricoprivo una carica una politica, bensì amministrativa. Io sono sindaco, che è una carica amministrativa, non politica, perciò non ero in condizioni di incompatibilità.

Qual è la differenza tra carica politica e amministrativa?

La differenza viene chiarita da numerose sentenze dello stesso Consiglio di Stato, organo di giustizia amministrativa superiore al Tar, che spiegano cosa si intende per carica politica. La invito a leggere, ad esempio, le seguenti sentenze del CdS: sezV 27 luglio 2002 n°4056; sezV 21/10/2003 n°6526; sezIII 18/01/2012 n° 181; sezIV 05/09/2012 n°4698. Per carica politica si intende una carica ricoperta all’interno di un partito politico, ad esempio il presidente o il segretario di un partito. Il Consiglio di Stato, con la decisione n. 4056 del 27 luglio 2002, precisa che “il richiamo alle cariche politiche tout court si spiega proprio con riferimento ai partiti politici, in quanto “per carica politica deve intendersi solo l’ufficio che postula la rappresentanza, in via organica e professionale, di interessi e valori direttamente riferibili ad una parte politica, e cioè ad un partito, con la conseguenza che il divieto in esame va circoscritto ai soli titolari di cariche direttive all’interno dei partiti”. Nel mio caso, non sussiste assolutamente alcuna incompatibilità, perché io non faccio parte e non ho mai fatto parte di alcun partito, tant’è che alle elezioni comunali mi sono presentato con una lista civica. Ma, comunque, anche per chi ricopra una carica politica, l’incompatibilità sorge nel momento in cui ci sia una interferenza tra la carica ricoperta e l’istituzione che ha emanato il bando di concorso, nella fattispecie il Miur. Infatti, come viene chiarito dal CdS sez.V, nella sentenza n°6526 del 21/10/2003, perché vi sia incompatibilità “occorre che vi sia comunque un qualche elemento di possibile incidenza tra l’attività esercitabile da colui che ricopre cariche politiche, sindacali o professionali e l’attività dell’ente che indice il concorso, altrimenti la disposizione verrebbe a generalizzare in modo eccessivo e senza adeguata giustificazione il sospetto di imparzialità anche nei confronti di soggetti che non gestiscano alcun potere rilevante e perciò non siano comunque idonei, sia pure da un punto divista astratto, a condizionare la vita dell’ente che indice la selezione”. Alla luce di ciò, ho accettato l’incarico di far parte della commissione, non ritenendomi incompatibile, proprio in virtù di queste sentenze, che lo chiariscono in modo inequivocabile.

Quindi, Lei ritiene di non essere incompatibile per una duplice motivazione?

Esatto. Si può inquadrare tutto alla luce di queste sentenze. Ribadisco che non detengo alcuna carica in nessun partito politico, quindi non ho alcuna carica politica, mi sono candidato con lista civica e, inoltre, non c’è alcuna interferenza tra i due enti. E aggiungo che nessun candidato di questo concorso era di Alvignano. Cioè, nessun insegnante di Alvignano ha partecipato al concorso?

Esatto. Nessun insegnante di Alvignano ha presentato domanda di partecipazione al concorso. Neanche alla preselezione. Cioè, non è che hanno partecipato e non sono stati ammessi, non hanno proprio partecipato. Io questo so. Bisogna anche dire che il sistema di valutazione, cioè di giudizio dei candidati, era talmente articolato che, ammesso pure che uno avesse voluto aiutare un candidato oppure interferire per favorirlo, non avrebbe mai potuto farlo, perché il sistema non lo consentiva assolutamente. Noi abbiamo avuto on line le prove scritte, anonime, senza sapere nulla. Il sistema ci ha mandato compiti che provenivano, probabilmente, da tutta Italia. Secondo il Tar Lazio, la presenza Sua e di altre due commissarie ha reso illegittima la seduta plenaria del 25 gennaio 2019, perché in quella occasione sarebbero state prese decisioni riguardo alle correzioni. Infatti, Il Tar ha annullato, a cascata, tutti gli atti concorsuali a datare dal giorno della plenaria.

Quali decisioni avete preso in quella seduta?

Nessuna decisione. Abbiamo solo ratificato ciò che una commissione preposta aveva già stabilito in precedenza. Noi non abbiamo modificato niente. C’è stato un minimo di dibattito, con degli interventi, ma in realtà si è approvata una proposta proveniente da una commissione tecnica ristretta. Si è parlato di come comportarsi (come avviene nella normalità di qualunque concorso), ma sulla base di una organizzazione già esistente, a cui noi abbiamo aderito in toto. Ma, ribadisco, non abbiamo preso alcuna decisione, perché il sistema era già stato organizzato prima. Noi non abbiamo potuto modificare nulla, tanto meno a favore di qualcuno.

E la griglia di correzione delle prove scritte, a cui fa esplicito riferimento la sentenza del Tar?

L’avete solo approvata o l’avete elaborata il 25 gennaio 2019?No, non l’abbiamo elaborata noi, l’abbiamo solo accettata. Abbiamo accettato le proposte che provenivano da una commissione ristretta, il Comitato scientifico. La commissaria Paola Fiorentini ha affermato: “Ho partecipato a Roma a tutte le riunioni. Quella del 25 gennaio era solo per prendere servizio, controllare la correzione tecnica degli scritti di lingue, prendere visione della griglia di correzione predisposta dal Comitato scientifico”.

Lei lo conferma ciò che dice la Ds Fiorentini sulla plenaria del 25 gennaio?

Si, confermo.

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