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CATANZARO – Quel certificato medico presentato sarebbe stato un falso. Perché loro, i ventuno medici in servizio presso la postazione Suem 118 di Catanzaro, non avrebbero mai sofferto della patologia dichiarata. Anzi. Avrebbero deciso di dichiararsi malati per una ritorsione contro la commissione straordinaria dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, in seguito alla decisione di ridurre l’indennità aggiuntiva di servizio, percepita nei periodi di festività o di ferie. E, adesso, per loro, la Procura di Catanzaro, ha ipotizzato l’accusa di truffa. Sono stati notificati nella giornata di ieri, infatti, i ventuno avvisi di garanzia firmati dal sostituto procuratore Graziella Viscomi.

Gli accertamenti dell’inchiesta sono stati portati avanti sulla scia degli accertamenti investigativi realizzati dal Nucleo di Polizia economico – finanzaria della Guardia di Finanza del capoluogo.

Secondo l’ipotesi accusatoria i medici in questione “in concorso morale e materiale fra loro, con artifici e raggiri consistiti nella produzione di certificati attestanti una malattia in realtà mai sofferta – si legge nell’avviso di garanzia notificato a difensori ed indagati – inducevano in errore il datore di lavoro circa la propria condizione di infermità (e dunque, circa la giustificazione per l’assenza del servizio), conseguendo così un ingiusto profitto (pari alla retribuzione percepita nel periodo di malattia), con pari danno per l’amministrazione pubblica”.

L’accusa della Procura di Catanzaro, però, va oltre, infatti il sostituto procuratore sottolinea come la decisione dei medici di presentare i certificati sarebbe stata “una mera ritorsione a seguito della determinazione della commissione prefettizia del Seu 118 e, in particolare, del decreto con cui veniva sospesa l’erogazione e richiesto – aggiunge ancora la Procura di Catanzaro nell’avviso di garanzia – il rimborso con trattenuta sullo stipendio dell’indennità aggiuntiva percepita nei periodi di festività e ferie”.

Fin qui la ricostruzione della Procura di Catanzaro e contro la quale, adesso, le ventuno persone indagate avranno modo di difendersi nelle sedi opportune con i loro difensori di fiducia. Gli indagati, quindi, potranno dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati e ribaltare la ricostruzione accusatoria. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Antonello Talerico, Pantaleone Pallone, Pierpaolo Panza, Concetta Nunnari.

I NOMI DEGLI INDAGATI

Questo l’elenco delle persone raggiunte dall’avviso di garanzia: Caterina Biamonte, 60 anni; Anna Maria Orsini, 59 anni; Rosina Palermo 58 anni; Emma Loiero, 55 anni; Grazia Polsia Caserta, 55 anni; Anna Leuzzi, 65 anni; Angela Stranieri, 40 anni; Maria Grillone, 40 anni; Giovanna Maria Costanzo, 40 anni; Maria Rita Foresta, 55 anni; Emilio Leuzzi, 60 anni; Antonio Sacco, 41 anni; Antonio Scerra, 60 anni; Enrico Tomaselli, 59 anni; Francesco Mazza, 65 anni; Alessandro De Rose, 57 anni; Francesco Lupia, 57 anni; Giuseppe Foderato, 61 anni; Teresa Grillo, 61 anni; Adele Antonini, 56 anni e Pasqualina Gargiulo 66 anni.

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