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Pasquale Motta

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CATANZARO – Pasquale Motta, ex sindaco di Nocera Terinese e attuale direttore di LaCnews 24, è indagato nell’ambito dell’operazione “Alibante” (LEGGI LE NOTIZIE) che ha portato all’emissione di 19 ordinanze di custodia cautelare con la contestazione, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione, estorsione, consumata e tentata, intestazione fittizia di beni, rivelazione di segreti d’ufficio e turbativa d’asta. 

L’accusa della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nei confronti di Motta è di concorso esterno in associazione mafiosa. Tesi, però, non accolte pienamente dal Gip Matteo Ferrante, secondo il quale «non sussistono elementi validi», respingendo così la richiesta di custodia cautelare nei confronti del giornalista.  

L’accusa ha, invece, evidenziato che Motta avrebbe «assunto il ruolo di concorrente “esterno” dell’associazione criminale di stampo ‘ndranghetistico denominata cosca Bagalà’», in quanto, «pur non potendosi ritenere inserito stabilmente nella struttura organizzativa del sodalizio, di fatto svolgeva la funzione di referente politico del boss Carmelo Bagalà con cui aveva condiviso e programmato la predisposizione della lista “Unità Popolare Nocerese”, sfruttando – è scritto nel provvedimento – sia il bagaglio relazionale legato al fatto di essere stato ex Sindaco di Nocera Terinese, sia il legame particolarmente forte con Ferlaino Luigi». 

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Le elezioni finite sotto la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica di Catanzaro sono quelle del 2018 che portarono all’elezioni a sindaco di Nocera Terinese di Massimo Pandolfo. 

L’accusa ritiene ancora che Motta avrebbe procacciato «i voti necessari veicolando la riferibilità della lista in questione al boss Carmelo Bagalà con piena consapevolezza della sua caratura ‘ndranghetistica e condivisione di scopi, fornendo inoltre costanti aggiornamenti sull’evoluzione della campagna elettorale e degli scenari politici». 

Questo legame tra Motta e la cosca, secondo il Gip, «non ha trovato sufficiente conferma nell’attività di indagine», in particolare rispetto alla «dolosa sinergia in campagna elettorale deI Motta e del Bagalà».  

Secondo il giudice, infatti, «Motta risultava essersi accordato con Luigi Ferlaino al fine di pilotare le competizioni elettorali in maniera del tutto autonoma ed indipendente rispetto a Carmelo Bagalà, del cui intervento in campagna elettorale sembrava comunque essere a conoscenza. Il vero obiettivo perseguito da Pasquale Motta, politico di lungo corso da sempre orbitante intorno al comune di Nocera Terinese, era quello di continuare ad ingerirsi in maniera occulta nell’amministrazione comunale non potendo più candidarsi in prima persona, essendo oramai “bruciato” politicamente».  

La decisione del Gip Ferrante, dunque, è stata quella di non accogliere la richiesta di custodia cautelare, mentre Motta resta indagato nel procedimento per il quale potrà fornire la propria versione dei fatti. 

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