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Il Ministro Lamorgese

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TRE Comuni calabresi sciolti per infiltrazioni mafiose nella stessa seduta del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Luciana Lamorgese, alla luce degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata.

Si tratta di due Comuni del Catanzarese, Simeri Crichi e Nocera Terinese, e uno nel Reggino, Rosarno.

La gestione dei tre enti è stata affidata ad una commissione straordinaria per la durata di 18 mesi. Nei Comuni di Nocera e Rosarno si erano dimessi i consiglieri in carica.

LE OPERAZIONI A SIMERI CRICHI

Per quanto riguarda Simeri Crichi, secondo la Prefettura di Catanzaro, “il territorio è risultato essere al centro di interessi economici su cui le consorterie di ‘ndrangheta hanno, nel tempo, esercitato una documentata influenza, secondo le evidenze di due distinte inchieste giudiziarie dell’11 marzo 2021, nota come ‘Coccodrillo’ e del 13 gennaio 2021, nota come ‘Basso Profilo’, entrambe a cura della Dda di Catanzaro”. Nell’inchiesta “Basso Profilo” era stato anche arrestato l’assessore Saverio Brutto.

L’INCHIESTA DI NOCERA

L’inchiesta Alibante del 3 maggio scorso ha coinvolto il vicesindaco nonché consigliere comunale Francesco Cardamone (ai domiciliari) e il consigliere comunale di maggioranza Salvatore Grandinetti) e, pochi giorni dopo, aveva portato anche alle dimissioni del sindaco Antonio Albi, estraneo alle indagini.

IL “CASO” ROSARNO

L’inchiesta che ha sconvolto il Comune di Rosarno è arrivata lo scorso mese di febbraio con il coinvolgimento del sindaco Giuseppe Idà nell’Operazione Faust (LEGGI) coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e nella quale è accusato di avere accettato la promessa di voti dalla cosca Pisano in cambio dell’assegnazione al consigliere comunale Domenico Scriva, dell’assessorato ai lavori pubblici o, comunque, dell’attribuzione di un altro incarico di prestigio.

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