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Gli operatori dell’Asp mentre effettuano i tamponi al Comalca

Tempo di lettura 3 Minuti

CATANZARO – Cresce il numero dei positivi al coronavirus legati al Comalca di Catanzaro, il consorzio del mercato agroalimentare della Calabria chiuso martedì dall’ordinanza del sindaco Sergio Abramo dopo i primi due casi. L’Azienda sanitaria provinciale ha processato metà dei circa duecento tamponi effettuati tra mercoledì e giovedì, individuando altri sei casi positivi. Uno di questi, come comunicato dal sindaco Elisabeth Sacco, è residente nella frazione di Roccelletta di Borgia (LEGGI). Un altro caso invece è quello di un 35enne residente a Sellia Marina (LEGGI). A questi, però, si aggiunge anche il contagio della moglie dell’imprenditore già risultato positivo insieme a un dipendente. Il totale, dunque, è di nove casi. In questo modo, con circa cento tamponi processati tra i centoventisei effettuati il primo giorno e un centinaio scarso del secondo, si arriva al rischio di un vero e proprio focolaio.

ATTENZIONE RIVOLTA VERSO IL QUARTIERE LIDO

A conferma di una preoccupazione crescente e di controlli più ampi, sarebbe stato deciso di allargare i controlli anche alla zona di Catanzaro lido e a quello che ruota intorno a due locali pubblici riferibili, direttamente o indirettamente, al focolaio del Comalca. Il condizionale è d’obbligo perché tutto si svolge con assoluta riservatezza. L’obiettivo è quello di non creare inutili allarmismi, ma allo stesso tempo di garantire controlli capillari che possano impedire di sviluppare una condizione di alta gravità.

IL BOX INFETTO

Nell’individuare i nuovi sette casi positivi è stato possibile scoprire che tutti sono collegati ai primi due soggetti. Infatti, i contagi sono riconducibili a persone che operano nello stesso box adibito alla vendita di ortofrutta nel Comalca di Catanzaro, quindi, più a stretto contatto tra loro. Tra questi sette, come detto, anche la moglie dell’imprenditore che è ricoverato in ospedale a scopo precauzionale.

IL LEGAME CON LA PALESTRA

Tutto questo potrebbe essere partito, secondo la ricostruzione avviata, dai rapporti tra il paziente uno del Comalca, dipendente di un grossista, e i casi positivi legati alla palestra di Catanzaro lido. Un motivo in più per allargare il raggio di azione nel tentare di stroncare sul nascere ogni possibile rapporto che farebbe crescere oltre misura il numero dei contagiati.

TAMPONI DA PROCESSARE E RISCHI PER IL COMALCA

Resta da capire quanti siano i tamponi ancora da processare, nella consapevolezza che l’eventuale aumento dei positivi potrebbe precludere in maniera irreparabile la riapertura del Comalca a breve termine. Al momento, l’ordinanza prevede tre giorni di chiusura e l’apertura per sabato con l’arrivo di frutta e verdura. In realtà, appare emergere la consapevolezza che se dovesse essere riconfermata una percentuale così alta di positivi, il centro agroalimentare potrebbe rimanere chiuso ancora per giorni, con tutte le conseguenze immaginabili per la distribuzione. Il management del consorzio, che si è riunito nella giornata di ieri, ha predisposto tutti gli interventi di sanificazione necessari, partendo dalle aree comuni, già bonificate ieri, e passando per gli uffici che saranno sanificati oggi.

C’è, però, un dato incontrovertibile: non sarà possibile procedere alla sanificazione dei box e dei locali di vendita fino a quanto gli operatori commerciali non potranno tornare all’interno per svuotare le rispettive strutture. In parole povere: o finisce il rischio quarantena per gli operatori, con la negatività dei tamponi, oppure il centro non potrà riaprire. A rischio ci sono anche migliaia di euro in prodotti agroalimentari nei magazzini, molti dei quali prodotti di alta qualità che sono rimasti invenduti dopo la chiusura improvvisa disposta con l’ordinanza del sindaco Abramo. Un dramma in un settore già compromesso, ma che era riuscito ad andare avanti nel periodo di lockdown proprio grazie agli alti margini di sicurezza predisposti dal consorzio.

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