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Il presidente Nino Spirlì

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CATANZARO – L’impennata dei contagi preoccupa e il presidente facente funzioni Nino Spirlì è pronto a chiudere la Calabria con un’ordinanza che dovrebbe calcare quelle già emesse da Lombardia e Campania.

L’indiscrezione è trapelata in serata, suffragata anche da un messaggio audio inviato dal presidente della Regione a consiglieri e assessori. Il messaggio ha fatto presto il giro delle chat, diventando la base del confronto.

Le ipotesi dei provvedimenti su cui sta lavorando Spirlì prevedono una durata di due settimane, con un lockdown notturno dalle 24 alle 5. Drastica anche la scelta rispetto alle scuole: didattica a distanza per scuole superiori e medie, mentre in presenza per gli alunni delle scuole primarie e asili.

I parenti dei degenti in ospedale non potranno più entrare nelle strutture, qualunque sia il tipo di struttura in cui il paziente è ricoverato. La regola vale anche per le strutture che ospitano anziani. Limitazioni saranno previste anche alle visite specialistiche non urgenti, mentre restano aperti gli ambulatori per le visite specialistiche importanti quali quelle oncologiche o simili.

Spirlì ha voluto informare tutti prima di una decisione che dovrebbe arrivare già venerdì o al massimo sabato. Il presidente ne ha parlato con il suo staff per tutta la giornata di oggi, fino alla scelta di informare tutte le istituzioni principali, partendo dai sindaci delle grandi città, tutti gli esponenti politici di maggioranza e minoranza, tutti i gruppi presenti in Consiglio regionale.

La scelta è quella di “salvare” le festività natalizie: «Siamo nei periodi invernali – ha evidenziato Spirlì – non c’è molto movimento, ma questa potrebbe essere una limitazione indicative». L’obiettivo, quindi, è quello di «capire se riusciamo a bloccare questa avanzata dei contagi, con un tempo abbastanza lontano dal futuro periodo natalizio e questo ci consentirebbe di abbassare i contagi e di prevedere una ripetizione laddove fosse necessario molto prima che commercio, artigianato e tutte le forme di servizio si possano preparare per il periodo natalizio. Non è facile prendere queste decisioni, ma abbiamo urgenza di aiutare questa nostra sanità».

Il presidente ha definito le sue scelte come «piccole importanti decisioni che serviranno a monitorare in quindici giorni l’andamento dei contagi», tenendo conto «dell’alto tasso di contagio che sta aumentando ad una media, per le nostre latitudini, un po’ vertiginose».

Ovviamente le restrizioni su cui sta lavorando Spirlì sono la base di un confronto ancora in atto, per questo non è da escludere che possano subire qualche modifica. Ma il presidente è convinto e ritiene necessario agire prima che sia troppo tardi.

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