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L'ospedale "Pugliese" di Catanzaro

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CATANZARO – Giornate di “alta marea” nei laboratori di Microbiologia dell’Ospedale Pugliese. Ma non solo. Sono quasi 4.000 i tamponi “arretrati” e che saranno processati in Puglia. A spiegare le ragioni che hanno determinato questa situazione per Il Quotidiano del Sud è il direttore del Laboratorio di Microbiologia del Pugliese, Pasquale Minchella.

«Il soggetto attuatore della Regione e la Protezione Civile hanno individuato la soluzione che consentirebbe di processare i tamponi in Puglia. In queste ore si sta procedendo all’organizzazione delle operazioni di trasporto ma si dovrebbe andare in questa direzione. Questo ci consentirebbe di avere gli esiti entro domenica. Abbiamo colto l’occasione di agganciarci a quanto già si stava cercando di fare per Cosenza».

L’arretrato del Pugliese fa capo all’intera area centrale, dal momento che il Laboratorio diretto da Minchella processa tamponi anche per Lamezia, Crotone e Vibo Valentia. La crescita dei contagi delle ultime settimane ha moltiplicato esponenzialmente le persone indirettamente coinvolte e che sono state sottoposte a tampone. Sarebbe stato proprio questo il problema alla base della congestione dei laboratori.

«Sono troppi i tamponi che sono arrivati negli ultimi giorni – aggiunge Minchella – Questo è senza dubbio l’effetto dei molti screening e delle diverse tende che sono state allestite in moltissimi centri. Questi motivi hanno creato un accumulo che noi non riusciamo a gestire per via della materiale impossibilità determinata dalle capacità dei macchinari. L’azienda sta continuando a svolgere le procedure che ci consentiranno di avere nuove macchine entro la fine del mese, aumentando così ulteriormente le nostre potenzialità quotidiane».

Il Laboratorio del Pugliese aveva quadruplicato i numeri rispetto alla prima fase dell’emergenza: da 300 a 1200 tamponi al giorno, in virtù di una precisa scelta aziendale. Tuttavia, pur nella frenesia e fibrillazione esterna, il lavoro all’interno del laboratorio risponde ai rigidi ritmi delle macchine. Ogni macchinario può prendere 94 tamponi e deve compiere un ciclo di cinque ore. È il “limite della macchina” e l’unico modo per superarlo è aumentare i macchinari, prodotti per lo più da Stati Uniti e Corea del Sud, che però sono difficili da reperire.

In ogni caso, la strategia di eseguire tamponi di massa nelle tende non sembra essere la migliore. «La soluzione migliore – spiega Minchella – come emerge anche dalle ultime circolari è quella di individuare i contatti dei positivi e porli in isolamento domiciliare. Non siamo in condizione di effettuare uno screening massivo da subito. È preferibile un approccio progressivo, anche per evitare di creare aspettative ed attese dei risultati che rischiano di creare disordine».

Posti letto in aumento

Ottime notizie arrivano invece sul fronte dei posti letto. Dopo l’attivazione di 32 posti letto da parte del Pugliese – che diverranno completamente operativi nei prossimi giorni – che portano la dotazione complessiva dell’Hub del capoluogo a 66 posti, nella giornata di ieri è arrivata una svolta dal Policlinico Universitario. Il Rettore della Magna Graecia, Giovambattista De Sarro, ha infatti sottoscritto una nuova Convenzione con il Commissario straordinario, Giuseppe Zuccatelli.

L’accordo prevede la concessione gratuita e temporanea di due livelli del Corpo C, presso cui saranno trasferite unità operative non covid che avevano subito riduzioni per gli ampliamenti di Malattie Infettive. L’operazione consentirà di arrivare fino a 60 posti letti nel Corpo A (a fronte dei 29 attuali) da sempre indicato dal Rettore come luogo ideale per la cura dei covid. Questa scelta, in coerenza con la volontà di De Sarro, consentirà anche di assicurare assistenza ai pazienti non covid. Catanzaro arriverà in poco tempo a poter disporre di una dotazione complessiva di 126 posti letto, che sono oltre il triplo di quelli che erano disponibili all’inizio della seconda ondata.

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