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CATANZARO – Mezza provincia di Catanzaro senza medici sulle ambulanze. Cinque postazioni cruciali nel sistema di emergenza sanitaria lasciate scoperte nel turno di ieri pomeriggio compreso tra le 14 e le 20. Il Suem 118 è in coma profondo e quanto accaduto ieri lo dimostra palesemente. 

Secondo quanto appreso dal Quotidiano del Sud, ieri pomeriggio sono rimaste senza medico a bordo le ambulanze delle postazioni territoriali di Catanzaro Lido e Sellia Marina, a cui si aggiungono quelle di Sersale, Tiriolo e Maida, queste ultime già non medicalizzate. Ciò significa che per un intero pomeriggio tutta la fascia ionica compresa tra Catanzaro Lido e Botricello e tutta la fascia presilana, insieme al territorio lametino di Maida, sono stati coperti con la sola presenza di un autista e un infermiere. 

Si tratta di una condizione assurda nella gestione del servizio territoriale di emergenza, in violazione a qualunque norma e in un periodo particolarmente complesso. Metà provincia di Catanzaro rimasta senza medici sulle ambulanze in questi giorni è tra le zone più frequentate della Calabria in termini di turisti e rientro di emigrati. Località di vacanza come Catanzaro Lido, Sellia Marina, Simeri mare, Botricello e Cropani, con decine di migliaia di presenze, hanno subito la totale assenza di un medico di emergenza, salvo le postazioni di Guardia medica.

E qui si apre un altro capitolo, considerato che a Cropani, nel centro di questo comprensorio turistico, la Guardia medica è chiusa da diversi giorni per la mancanza, ancora una volta, di medici.   La fuga di oltre venti medici in meno di diciotto mesi ha determinato il fallimento di un intero sistema. I tagli prodotti alle indennità degli stessi medici, che hanno dovuto rinunciare a centinaia di euro in busta paga, hanno svuotato il sistema del 118, dove c’è bisogno di professionisti e non di figure prestate al servizio come sta accadendo ora con contratti libero professionali.

Figure, queste ultime, pagate a 50 euro all’ora contro le 7 euro dei medici convenzionati e con prestazioni aggiuntive a 60 euro. Un meccanismo che non potrà durare a lungo, difficile da digerire per i medici che da anni si dedicano al 118 e che presenta persino diversi dubbi di legittimità. D’altronde, nello statuto della Società Italiana Sistemi 118 si evidenzia che il servizio «deve avere un organico proprio con personale dipendente dal servizio sanitario pubblico, stabilmente inquadrato, altamente qualificato e specificamente formato, in grado di affrontare tutte le situazioni d’emergenza sanitaria, costituito da medici, infermieri, tecnici e amministrativi adeguati alle esigenze h/24 sia della Centrale Operativa che dei mezzi di soccorso».

Tra gli obblighi del 118 c’è quello di «ridurre l’intervallo libero da terapia, dal momento di insorgenza dell’evento a quello di somministrazione delle cure adeguate, al fine di ridurre le morti evitabili e le disabilità permanenti».

Parole in netto contrasto con quanto sta avvenendo in provincia di Catanzaro, ma anche a livello regionale se si aggiunge, ad esempio, il fermo dell’elisoccorso della base di Cosenza in piena estate e senza una sostituzione del velivolo. È il tracollo del sistema.

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