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l'Hub vaccinale Ente fiera di Catanzaro lido

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CATANZARO – Preoccupazione e tensione per le imminenti scadenze contrattuali del personale medico ed infermieristico dell’agenzia Etjca impiegato nelle vaccinazioni anti-covid negli Hub della provincia capoluogo. L’allarme rosso deriva in particolare dall’impossibilità – da parte della struttura commissariale nazionale retta dal generale Francesco Figliuolo – di prorogare gli incarichi oltre le scadenze, che si avranno al più tardi entro la fine dell’anno.

IL BANDO ARCURI È L’ARGINE ALLA PROROGA

Andando all’origine, ad inizio 2021 – quando il commissario straordinario nazionale era ancora Domenico Arcuri – è stata aggiudicata la gara indetta dalla struttura commissariale nazionale per assumere 3000 medici e 12000 infermieri e assistenti sanitari per la somministrazione del vaccino anti-covid in tutta Italia. Le agenzie sono state individuate e suddivise in cinque aree territoriali di pertinenza.

La Calabria – insieme a Veneto, Friuli e Molise – è rientrata nell’area 5, con mandatari le agenzie Etjca e Orienta. Il problema di questo bando è il congegno contrattuale, che prevedeva la possibilità di proroga per un massimo di nove mesi. Tutti gli incarichi conferiti a medici ed infermieri impiegati in Calabria scadranno, al più tardi, entro la fine dell’anno. Qualcuno è già scaduto ed altri scadranno nel corso di questo mese.

Il rischio concreto è dunque quello di un’autentica paralisi dell’attività vaccinale e di grossi disordini nei vari Hub, soprattutto ora che lo stesso commissario Figliuolo ed il Governo hanno richiesto l’accelerazione della campagna vaccinale sulla dose aggiuntiva. Impulso che la stessa Regione Calabria è pronta a dare con la campagna che partirà da domani fino a domenica con gli “Open Vax Days”, destinati alle terze dosi per over 60 e pazienti fragili.

COSA SUCCEDE IN CONCRETO: LA SITUAZIONE DELL’ENTE FIERA DI CATANZARO E DEL “DE LELLIS”

Perdere tutto il personale “Etjca” provocherebbe un autentico effetto boomerang. In particolare, preoccupa la situazione dell’Hub di Catanzaro Lido, autentico fiore all’occhiello della campagna vaccinale regionale. Per lunghissimi tratti della stessa, l’Hub è stato capace di inoculare quotidianamente (e da solo) elevatissime percentuali, toccando stabilmente il 40% delle vaccinazioni quotidiane dell’intera Regione. Qual è oggi la situazione del suo personale?

Archiviato l’accordo con i volontari della Croce Rossa Italiana, oggi l’intero personale medico e qualche unità di personale infermieristico fa capo ad “Etjca”. Ci sono poi quaranta infermieri assunti per fronteggiare la pandemia nelle scuole che sono stati dislocati per l’attività di vaccinazione di Lido e delle sue “succursali”.

Dall’Asp di Catanzaro – che già lo scorso mese ha dovuto fronteggiare la raffica di dimissioni del personale delle Usca – filtra grande preoccupazione. Il rischio è quello di perdere personale formato, che lavora “a memoria” e la cui perdita renderebbe praticamente impossibile la prosecuzione della campagna vaccinale. Oltre all’Ente Fiera, c’è un concreto rischio di perdere anche il punto vaccinale del Presidio “De Lellis” dell’Ospedale Pugliese come spiegato per Il Quotidiano del Sud dal commissario straordinario, Francesco Procopio, e dal direttore medico del presidio “Ciaccio De Lellis”, Francesco Talarico.

«È un problema – ha spiegato il commissario Procopio – ma noi non possiamo prorogarli. Ci hanno dato una grande mano nella campagna vaccinale». Gli fa eco il dottor Talarico, che snocciola anche i numeri. «Siamo partiti da 6 infermieri e 8 medici, di cui 5 a tempo pieno e 3 a dieci ore. Il grosso problema immediato è rappresentato dagli infermieri. Tre sono già scaduti lo scorso giovedì, due scadranno il prossimo 22 novembre e ne rimarrà quindi uno solo. Entro la fine dell’anno scadranno tutti gli altri, compresi i medici. Il rischio è far venir meno un riferimento importante e comodo all’interno della città. Si perderebbero autentici professionisti della vaccinazione, che di recente hanno determinato anche i viaggi sanitari al contrario con la vaccinazione senza ago, che ha interessato diversi pazienti provenienti da altre Regioni».

L’auspicio è che si possa trovare presto una soluzione per ovviare a quella che sarebbe una grave menomazione per la lotta al Covid in Calabria.

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