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Uno sportello bancario

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CATANZARO – Pesanti ricadute sull’attività economica con una diminuzione significativa del fatturato delle imprese, la domanda di beni e servizi in netto calo, la riduzione dell’occupazione e la diminuzione dei consumi di beni non essenziali da parte delle famiglie. Sono queste le condizioni dell’economia calabrese secondo l’aggiornamento congiunturale presentato dalla sede regionale di Catanzaro della Banca d’Italia.

Il documento mette in evidenza i principali effetti dell’emergenza coronavirus su famiglie e imprese calabresi e fa riferimento ai «primi nove mesi dell’anno per i quali è già possibile misurare con i dati l’andamento dei principali indicatori economici».

Il direttore della filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, Sergio Magarelli, affiancato dai ricercatori, ha aggiunto che «per quanto riguarda la nuova ondata pandemica potremo valutarne compiutamente gli effetti solo tra qualche tempo”.

A fronte del calo registrato tra marzo e maggio, «con la fine del lockdown si è avviata una ripresa dell’attività economica, insufficiente tuttavia a compensare la forte caduta registrata nei mesi precedenti». L’incertezza caratterizza questa fase economica e «il brusco calo delle vendite registrato durante il lockdown ha sottoposto le aziende a uno shock economico e finanziario rilevante».

Secondo i risultati del sondaggio congiunturale di Bankitalia, condotto in autunno su un campione di imprese industriali con almeno 20 addetti, nei primi nove mesi del 2020, il fatturato delle imprese calabresi ha subito un «brusco peggioramento. Oltre i due terzi delle aziende intervistate hanno segnalato una riduzione delle vendite rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e la flessione è stata più marcata nel settore manifatturiero non alimentare».

Oltre il 40% delle aziende, secondo i dati di BankItalia, ha dichiarato una spesa per investimenti nell’anno più bassa rispetto a quanto inizialmente programmato. In calo anche i servizi privati non finanziari per i quali «le attese sulle vendite per i prossimi mesi rimangono improntate al pessimismo anche in relazione ai rischi legati all’evolversi della pandemia». Il mercato del lavoro calabrese ha risentito «rapidamente» delle ripercussioni dell’emergenza Covid-19. In media, nel primo semestre del 2020 l’occupazione in Calabria si è ridotta del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato peggiore rispetto alla media nazionale e del Mezzogiorno.

Nei primi nove mesi del 2020, poi, il numero di ore autorizzate di Cig in Calabria sfiora i 26 milioni mentre quasi l’11,5% delle famiglie calabresi ha usufruito di reddito o pensione di cittadinanza, con un aumento del 25% rispetto alla fine del 2019. Per quanto riguarda il credito, «l’emergenza Covid-19 – si legge nel documento – non si è riflessa in un peggioramento della qualità del credito e la crescita dei depositi bancari si è ulteriormente rafforzata, sia per le famiglie sia per le imprese».

«Il tessuto economico-sociale calabrese è sottoposto a ulteriori, durissime prove», ha detto Magarelli, aggiungendo che è «connotato da divari e svantaggi che si vanno approfondendo e accentuando, tanto da intaccarne la capacità di resilienza».

«Questa terra – ha evidenziato il direttore – è il Sud del Sud e ha già pagato un prezzo altissimo in termini di divari sociali ed economici mai colmati e di condizioni di svantaggio per i cittadini. Lo sviluppo di questo territorio, come quello di tutto il Mezzogiorno, è essenziale a una crescita equilibrata, inclusiva, intelligente e anche equa e sostenibile di tutto il Paese». Per Magarelli occorre puntare «sulle grandi risorse che abbiamo che sono soprattutto il capitale umano, il patrimonio culturale e la ricchezza delle diversità».

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