La presentazione del rapporto di BankItalia

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CATANZARO – Ci sono segnali di ripresa, estesi a tutti i settori, anche se il quadro economico rimane fragile. E’ sostanzialmente più positivo il giudizio sull’economia della Calabria evidenziato nel rapporto della Banca d’Italia presentato oggi a Catanzaro, con i dati dell’aggiornamento congiunturale, dal direttore della filiale calabrese, Sergio Magarelli e dai componenti del Nucleo di ricerca dell’istituto Giuseppe Albanese e Antonio Covelli.

C’è, dunque, una sostanziale ripresa che lascia guardare con maggiore positività soprattutto al prossimo anno, quando per la prima volta anche le imprese indicano un aumento degli ordini.

Una visione positiva che, per le aziende calabresi, segna una vera e propria inversione di tendenza, che riassume esattamente i segnali di ripresa complessivi. Secondo i risultati del sondaggio svolto dalle filiali regionali della Banca d’Italia tra settembre ed ottobre, su un campione di imprese industriali calabresi con almeno venti addetti, la quota di aziende che ha dichiarato un aumento del fatturato nei primi nove mesi dell’anno, rispetto al 2015, è pari a circa il 36 per cento, a fronte del 31 per cento che ha segnalato un calo. Il direttore della filiale regionale della Banca d’Italia, Sergio Magarelli, ha tracciato un panorama che indica “una fase di lento recupero dell’attività industriale”.

Una regione che, come ha sotttolineato Magarelli, “continua ad essere fanalino di coda, però indica positivi segnali di ripresa”. E tra questi segnali ci sono anche una inversione di tendenza del settore delle costruzioni, con una “situazione congiunturale del mercato del lavoro che è leggermente migliorata”. In aumento anche l’export delle aziende calabresi, con le merci aumentate a prezzi correnti del 6,1 per cento. A trainare di più l’esportazione sono state le aree dei Paesi europei.

CRESCE L’OCCUPAZIONE

 Dopo il calo registrato nel 2015, secondo i dati di BankItalia, “l’occupazione è tornata a crescere in Calabria”, con un incremento che “ha interessato tutti i settori, ma è stato più forte nell’agricoltura e nelle costruzioni”.

Anche il tasso di disoccupazione è migliorato, grazie ad un lieve calo, pur evidenziandosi una condizione di lavoro prevalentemente precario nella regione. “C’è chi è in attesa di un periodo positivo – ha sostenuto Magarelli – si aspettano provvedimenti in questa direzione, ma se non si dovessero concretizzare, le attese saranno vanificate e con risultati ancora più gravi”. In testa alle occasioni di rilancio c’è l’utlizzo dei fondi regionali che, è stato affermato nel corso della conferenza stampa, “diventano fondamentali”.

“VOLA” LAMEZIA, PREOCCUPAZIONE PER GIOIA TAURO

Piccolo recupero del traffico nel porto di Gioia Tauro ma “prospettive preoccupanti” per lo scalo, mentre si confermano le tante potenzialità dell’aeroporto di Lamezia Terme. Il rapporto evidenzia luci e ombre nel settore dei trasporti. Secondo i risultati della ricerca, presentati dal direttore della filiale calabrese, Sergio Magarelli, e dai componenti del nucleo di ricerca dell’istituto, Giuseppe Albanese e Antonio Covelli, la situazione più complessa riguarda proprio il porto calabrese.

“Dopo il calo registrato nello scorso biennio – è scritto nella relazione – si è osservato un recupero del traffico. Secondo i dati dell’Autorità portuale, la movimentazione di container tra gennaio e settembre 2016 è stata pari, complessivamente, a circa 2,1 milioni di Teus, in aumento dell’8,1 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente”. Secondo Giuseppe Albanese, però, “i traffici portuali si collocano ancora su livelli inferiori di circa un quarto rispetto allo stesso periodo del 2008, con prospettive preoccupanti vista la mancanza di interventi concreti”.

Una condizione critica che colpisce anche gli scali aeroportuali, dal momento che i dati di Reggio Calabria sono in calo, mentre non esistino riferimenti per Crotone, chiuso da qualche giorno. Situazione diammetralmente opposa per Lamezia Terme dove il numero di passeggeri transitati nei primi nove mesi del 2016 è cresciuto dell’8,3 per cento, complici anche le situazioni critiche di Reggio e Crotone.

TANTI VOUCHER E TANTO LAVORO PRECARIO 

Il mercato del lavoro in Calabria “scopre” i voucher alimentando una fase di occupazione precaria. Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, la vendita di voucher è aumentata del 30,9 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una condizione che si inserisce in un contesto, quello del mercato del lavoro, non del tutto negativo, dal momento che l’occupazione è cresciuta del m3,7 per cento, con un tasso superiore di quello registrato nel resto dell’Italia. Anche il tasso di disoccupazione è migliorato, pur rimanendo elevatissimo, dal momento che è leggermente sceso: il 23,4 per cento quello registrato nel secondo trimestre 2016, contro il 24,6 del trimeste precedente. Preoccupa però la percentuale relativa ai contratti a tempo indeterminato, dal momento che nei primi sei mesi del 2016 il dato segna il 38,6 per cento, contro il 51,4 del 2015.

Una occupazione precaria, dunque, che, secondo gli esperti di BankItalia, potrebbe avere risentito anche della riduzione degli sgravi contributivi che nello scorso anno erano pari al 100 per cento, mentre quest’anno si fermano al 40 per cento. I settori trainanti in termini di occupazione sono risultati quelli dell’agriocoltura e delle costruzioni.

PIU’ SOLDI ALLE FAMIGLIE MENO ALLE IMPRESE 

Il rapporto di BankItalia ha evidenziato che sono tornati i prestiti bancari erogati ai calabresi, anche se permangono difficoltà per le imprese. Nello specifico, per le famiglie i prestiti, sia bancari che legati a finanziarie, hanno registrato un tasso di crescita dell’1,1 per cento, in larga parte riconducibile al credito al consumo che rappresenta il 40 per cento del totale. Non va bene, invece, alle imprese, considerato che i prestiti concessi si sono contratti ancora dell’1,5 per cento, con particolare difficoltà per il settore delle costruzioni. Migliora, però, la qualità del credito, dal momento che si registra un riduzione delle sofferenze (dal 4,4 al 4,1), ed in questo contesto aumentano i depositi in banca di famiglie ed imprese con un più 1,6 per cento.

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