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Gli uffici della Regione Calabria

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COSENZA – Altro che Mes. Il vero acronimo che dovrebbe preoccupare i calabresi è CRII+ (Coronavirus Response Investment Initiative Plus). Si tratta di un pacchetto di misure finalizzate a fronteggiare l’emergenza coronavirus in tutta Europa.

I FONDI UE DOPO IL CORONAVIRUS

L’elefantiaco procedimento legislativo di Bruxelles sul tema non si è ancora concluso, ma in linea di massima il pacchetto prevede una straordinaria flessibilità dei fondi affinché tutto il sostegno finanziario non utilizzato a titolo dei Fondi strutturali e di investimento europei possa essere pienamente mobilitato.

Nello specifico la flessibilità è garantita mediante: possibilità di trasferimento tra i 3 fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione); trasferimenti tra le diverse categorie di regioni; e flessibilità per quanto riguarda la concentrazione tematica.
Naturalmente è il secondo punto quello che più interessa alla Calabria ovvero lo spostamento dei fondi di Coesione (pensati per colmare i gap socio-economici fra le regioni) a regioni diverse da quelle definite “convergenza” come la Calabria. In base a questo pacchetto i fondi non utilizzati dalle regioni più “deboli” possono essere trasferiti ad altre regioni per contrastare gli effetti della pandemia.

Attualmente gli Stati membri possono trasferire tra le regioni fino al 3% dei fondi stanziati. Nella proposta odierna non vi è più alcun limite, poiché l’impatto del coronavirus non rispetta la consueta categorizzazione delle regioni più o meno sviluppate prevista dalla politica di coesione. Ciò significa che la Lombardia, dove il virus ha colpito più che altrove, può prendersi i fondi della Calabria. Al fine di garantire una continua attenzione alle regioni meno sviluppate, gli Stati membri dovrebbero valutare in primo luogo altre possibilità di trasferimento dei finanziamenti prima di prendere in considerazione il trasferimento dai bilanci delle regioni meno sviluppate a quelli delle regioni più sviluppate. In altre parole, i trasferimenti non dovrebbero ostacolare gli investimenti essenziali nella regione di origine o impedire il completamento delle operazioni selezionate in precedenza. Inoltre, i trasferimenti possono essere richiesti dagli Stati membri solo per operazioni connesse al coronavirus nel contesto della relativa crisi. Va ricordato che l’obiettivo della politica di coesione è ridurre il ritardo delle regioni meno favorite. Tale principio è sancito dal trattato e dovrebbe essere rispettato anche nelle circostanze attuali.
Questo in linea di principio. In Italia però bisogna sempre prendere tutto con le molle perchè già abbiamo avuto un’esperienza simile con i fondi Pac “dirottati” sulle quote latte lombarde.

LA SITUAZIONE DELLA CALABRIA

Questa possibilità che i fondi comunitari non impegnati possano essere trasferiti ad altre regioni interessa molto la Calabria che ha diversi investimenti ancora fermi al palo. La tabella che potete leggere in pagina è contenuta fra i documenti allegati al bilancio di previsione 2020 che sarà discusso nel prossimo consiglio regionale. Secondo i conti del Dipartimento Bilancio della Regione, la quota delle risorse a fronte delle quali non si registrano obbligazioni giuridicamente vincolanti ammonta ad almeno 3 miliardi di euro nel pluriennale 2020-2023. A questi vanno aggiunti anche i quattrini della programmazione 2016/2020 calata in un quadro economico che oggi è totalmente mutato per gli effetti del coronavirus. Da qui la proposta del consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, di approvare insieme al bilancio un piano strategico per far ripartire gli investimenti pubblici e impegnare quante più risorse possibile per evitare futuri scherzi da parte del Governo e della Ue. La maggioranza, dal canto suo, vuole riproporre una commissione consiliare che i occupi di fondi comunitari proprio per evitare che queste risorse prendano altre strade.

Non sappiamo quale delle due proposte sia confacente alla situazione, ma quel che è certo è che bisogna iniziare a discutere della futura programmazione per far ripartire la Calabria. Al momento si registra solo l’atto di indirizzo della giunta, su proposta dell’assessore Fausto Orsomarso (approvato con Delibera di Giunta Regionale del 01.04.2020) in cui vengono stanziati 150 milioni, che verranno gestiti da Fincalabra, per prestiti alle imprese calabresi. Un primo passo, che a breve verrà concretizzato, ma il dibattito non può che essere più ampio se non vogliamo rischiare un altro scippo al Sud.

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