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Una campagna di raccolta

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CATANZARO – «Non siamo contrari alla regolarizzazione degli immigrati, in termini generali è opportuna, ma i numeri di cui si parla sembrano eccessivi e non è una manovra che soddisfa le richieste dell’agricoltura». Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria, salva solo in parte il provvedimento voluto dal Governo per regolarizzare gli immigrati e ottenere manodopera nel settore agricolo.

All’AGI, Cosentini evidenzia le esigenze diverse del settore e rilancia due provvedimenti: la reintroduzione dei voucher e l’apertura di corridoi dai Paesi dell’Est. «Ciò che serve – afferma – è manodopera specializzata, per questo i voucher ci consentirebbero di utilizzare lavoratori in cassa integrazione e studenti universitari, favorendo anche il moltiplicatore economico che questo rappresenta dal momento che i soldi resterebbero in Italia. Quindi, si aggiunge la necessità di aprire corridoi con i Paesi dell’Est da dove proviene la gran parte della manodopera specializzata».

Sui numeri degli immigrati utilizzati in agricoltura in Calabria, il direttore di Coldiretti sottolinea: «Annualmente vengono impiegati al massimo 15/20mila lavoratori immigrati in Calabria, utilizzati soprattutto nelle campagne di raccolta. Le aree più interessate dal fenomeno – ha spiegato Cosentini – sono quelle della Piana di Rosarno, di Sibari e di Lamezia, dove però questi lavoratori sono quasi tutti regolarizzati e monitorati. Ciò che manca, invece, è la manodopera specializzata».

Sul numero degli immigrati impegnati in Calabria, il dirigente di Coldiretti ha aggiunto: «Complessivamente sono 45/50mila quelli attivi nei settori dell’agricoltura, del turismo e delle costruzioni, non è un numero elevatissimo anche se determinante».

Rispetto ad alcune delle campagne di raccolta dei prodotti agricoli, Cosentini ha anche lanciato l’allarme: «Per le fragole, ad esempio, abbiamo già perso buona parte dei raccolti ed ora iniziano quelli per albicocche, pesche e ortaggi di stagione».

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