Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 Minuti

CATANZARO – Samuel Beckett quando scrisse “Aspettando Godot” non pensava certo all’ubertosa Umbria che in questi giorni è diventata un test nazionale giacché in quella regione si voterà a fine mese. E tutti ad aspettarne l’esito. Anche il voto calabrese, a sentire i commenti, dipenderebbe da quel risultato. In altre parole, il matrimonio giallorosso, cioè l’alleanza tra Pd e M5S, partorirebbe il nascituro. In realtà le aspettative ci sono ma sono state caricate di troppi significati. Secondo i bene informati tra Di Maio e Zingaretti l’intesa già ci sarebbe, una sorta di un mutuo soccorso tra Emilia-Romagna, che toccherebbe ai dem, e Calabria, che spetterebbe ai grillini. In quest’ultima realtà la soluzione si starebbe solidificando intorno al nome di Pippo Callipo. Se è così, cosa si attende a rendere noto l’accordo?

Intanto, il risultato del voto umbro ovviamente non è banale. Se fosse punitivo nei confronti dei contraenti scatterebbe un effetto domino in negativo per i neo-coalizzati. Un pareggio segnerebbe la linea della consolazione. Se, invece, ci fosse una vittoria di Bianconi sarebbe, per i giallorossi, una strada in discesa, foriera di nuovi e più spinti accordi.
La presenza di una forte riottosità nella base dei partiti contraenti crea diversi interrogativi. Intanto, l’insofferenza verso questa vicenda viene vissuta in modo diverso tra i due partner. Nei pentastellati c’è un forte malessere, ma c’è anche la cura. Nel senso che poi, alla fine, la Piattaforma Rousseau farà da calmiere per i bollenti spiriti. Di Maio è molto abile a orientare la maggioranza dei consensi. Nel Pd invece l’accordo passerebbe per sfinimento.

Insomma, la trattativa si porta alla lunga per non dare la possibilità a chi è contrario di organizzare una controffensiva. D’altra parte l’arte della guerra è stata inventata da Sun Tzu, generale e filosofo cinese, autore dei più importanti trattati di strategia militare di tutti i tempi.

Ieri Emanuele Buzzi sul Corsera scriveva: «Un all-in per ciascuno: i Cinque Stelle al Sud, il Pd in Emilia-Romagna. Con strane soluzioni all’orizzonte. Il Movimento ha un nuovo imperativo: vincere in Calabria. La punta dello Stivale nei progetti dei vertici M5S vuole essere la prima Regione gialla. E la consultazione che verrà sarà un nuovo stress-test per l’alleanza con i dem. “Sarà un nostro monocolore”, assicurano nei Cinque Stelle. L’alleanza con il Pd? Dopo il patto civico per l’Umbria potrà presentare nuove strade e alcune sorprese. A partire da quella di un passo di lato. “Se vogliono troveranno il modo di appoggiarci”, dicono nel Movimento. Si ipotizza anche un appoggio esterno da parte del Pd. Ogni decisione è rimandata a dopo il 27 ottobre, giorno del voto nella regione del Centro Italia. Ma i pentastellati stanno già ragionando sul nome del candidato governatore in Calabria: l’idea è quella di ascoltare parlamentari e territori. Hanno ripreso quota i profili individuati da deputati e senatori nei primi summit: l’imprenditore Pippo Callipo e, soprattutto, il medico Ferdinando Laghi».

Ma attenzione alle sorprese dell’ultima ora che potrebbero sempre venire fuori.

  •  
  • 2
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •