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COSENZA – A Roma pare non vogliano accettare che anche la Calabria sarà chiamata al voto per il rinnovo del consiglio regionale. A distanza di due mesi dalle elezioni le certezze sui candidati sono davvero prossime allo zero. Almeno nei partiti tradizionali perché gli unici che si sono pubblicamente candidati e stanno da tempo girando la Calabria per presentare i loro programmi e ascoltare gli elettori sono il geologo Carlo Tansi, con la sua rivoluzione arancione, e l’imprenditore reggino Giuseppe Nucera.

Tornando ai partiti tradizionali se lo stallo è in parte giustificabile per un Movimento relativamente giovane e poco strutturato come quello dei 5 Stelle, è addirittura irritante per le forze politiche strutturate che da decenni in maniera alternata governano la Regione, ma evidentemente non sono in grado di esprimere leadership forti. Tempi così dilatati non faranno altro che far crescere l’astensionismo. Ma andiamo con ordine.

MOVIMENTO 5 STELLE

Di Maio non sa o non vuole scegliere se partecipare o meno alle elezioni e quindi salomonicamente ha deciso di demandare la decisione alla piattaforma. Il capo politico si è improvvisamente ricordato dei principi fondanti del movimento, dell’uno vale uno e della democrazia elettronica, e ieri sera a sorpresa ha deciso che saranno gli attivisti di Calabria ed Emilia Romagna a decidere al posto suo. La scelta di rivolgersi alla piattaforma ha, però, diviso il movimento e Paolo Parentela ha lasciato l’incarico di coordinatore della campagna elettorale (LEGGI).

«E’ il momento di chiederci se questa grande mobilitazione di crescita e rigenerazione sia compatibile con le attività elettorali. Per questo motivo abbiamo deciso di sottoporre agli iscritti la decisione riguardante la partecipazione alle imminenti elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria», ha annunciato il Blog delle Stelle.

AIELLO ROMPE IL SILENZIO: PRONTO A CANDIDARSI CON I 5 STELLE

«Partecipare alle elezioni richiede uno sforzo organizzativo, anche nazionale, e di concentrazione altissimo. Ciascuno di noi deve interrogarsi, con la massima responsabilità, sul contributo che sente di dare nei prossimi mesi, su dove sente più giusto che i suoi portavoce dirigano il proprio impegno. Deve chiedersi se pensa se siamo capaci, tutti insieme, in un grande lavoro di rete di condivisione e divisione degli incarichi, di essere utilmente presenti su diversi fronti», conclude l’house organ del M5S, spiegando che «le votazioni si apriranno alle 12 di domani (oggi, ndr) e si chiuderanno alle 20». Insomma una sconfessione clamorosa della deputazione calabrese che attraverso il coordinatore Paolo Parentela aveva data per certa la presentazione di liste.

In effetti ieri l’Adnkronos riportava parole infuocate del deputato Riccardo Tucci che con assoluta sincerità dichiarava di aver appreso della votazione cinque minuti prima. «Trovare un candidato presidente con un curriculum di 23 pagine, uno che ha due co… così. Uno che nonostante la situazione si mette a nostra disposizione e ora devo vedere la cosa gestita dal blog in questo modo dopo che sette anni che lavoriamo per la Regione Calabria. Cinque anni fa siamo entrati e ci siamo fatti il c… e ora devo vedere una cosa del genere. E’ una porcheria», ha detto il deputato al cronista dell’agenzia.

Un pensiero che ieri ha attraversato molti attivisti visto che la decisione è piovuta come un fulmine a ciel sereno ed è stata decisa dalla sera alla mattina. La votazione, a quanto abbiamo capito, sarà nazionale visto che si vota alla stessa ora e sulla stessa piattaforma per le due regioni. Il no è dato quasi per certo visti i meccanismi. Nel caso di sì, si dovrebbe aprire anche fra i grillini il dibattito sul nome del candidato che non sarà, a quanto pare, affidato alla rete. Il nome più gettonato, in caso di partecipazione alla competizione, è quello del docente Unical, Francesco Aiello, cui Tucci faceva riferimento.

CENTRODESTRA

Ieri nessuna novità ufficiale, perchè di ufficioso c’è invece tanto. C’è stato un incontro martedì sera a Palazzo Grazioli fra Salvini e Berlusconi. Cosa si sono detti? «Il candidato in Calabria lo sceglieremo tutti assieme tra alleati, ieri sera con Berlusconi non abbiamo parlato di candidature alle regionali». Ha detto ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, alla presentazione del libro di Bruno Vespa «Perchè l’Italia diventò fascista».

Nessuno ci crede, però. Pare invece che se ne sia discusso eccome con Berlusconi che ha insistito molto sul nome di Mario Occhiuto. Salvini però non è convinto per cui la decisione è stata rinviata e il sindaco non è affatto escluso. Le alternative sul piatto sono diverse. C’è quella del fratello del sindaco, Roberto, vicecapogruppo alla Camera di Forza Italia. Al di là delle caratteristiche personali, il deputato impedirebbe che il gruppo Occhiuto-Santelli decida di uscire da Forza Italia in caso di scelta su un candidato poco gradito.

Intanto si registra un grande attivismo del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, che dopo aver esposto l’altro giorno le sue preoccupazioni sulla situazione rifiuti, ieri ha attaccato a testa bassa il Governatore Oliverio sull’esercizio provvisorio del bilancio definendolo ironicamente «l’ultimo regalo di questa amministrazione regionale». Ma in agenda ci sono anche altri nomi. Uno molto gettonato è, ad esempio, quella di Caterina Chiaravalloti, magistrato e figlia dell’ex Governatore della Calabria. Anche qui però siamo all’interpretazione delle voci che si susseguono nei corridoi del Parlamento. Di certo non c’è assolutamente nulla e tutti si sentono al 100% in pista.

PARTITO DEMOCRATICO

Più passa il tempo, più la candidatura del re delle cravatte diventa inconsistente. Ieri qualcuno ha tirato fuori persino una suo vecchio impegno nel centrodestra rispetto al quale l’imprenditore si è difeso dicendo che «è ridicolo parlare di una vicenda di oltre 22 anni fa, quando avevo 29 anni». Al di là di questo nessuno pensa possa essere lui il candidato. Salgono, e di molto, le quotazioni invece dell’ex poliziotto e prefetto Giuseppe Gualtieri. L’uomo che catturò Provenzano ha messo una serie di paletti per accettare la candidatura, ma pare che nel Pd stiano facendo carte false per convincerlo. Se non dovesse accadere ecco pronta la soluzione interna con il presidente del consiglio regionale Nicola Irto.

MARIO OLIVERIO

L’unico che si sta muovendo deciso è l’attuale Governatore. Pd o non Pd lui si candiderà e sta già organizzando le liste. Dovrebbero essere almeno quattro: una del presidente, un paio di sindaci e amministratori e una quarta con il Psi e altre forze di sinistra. Secondo alcuni boatos già nella prima decade di dicembre alcune liste potrebbero essere presentate ai calabresi.

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