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CATANZARO – Nel centrodestra dovremmo ormai esserci. Ieri sia Matteo Salvini sia Giorgia Meloni hanno annunciato che all’inizio della prossima settimana verrà indicato il candidato per le regionali in Calabria.
Ma ieri, però, si è registrata un ulteriore novità. Il leader del Carroccio, infatti, ha ulteriormente sparigliato le carte. Tutti sapevano che il candidato della Calabria, in base a vecchi accordi fra i leader della coalizione, toccava a Forza Italia. Ieri anche questa certezza sembra essere venuta meno.

«Entro la prossima settimana avremo il miglior candidato governatore per la Calabria». Ospite del festival del lavoro, Matteo Salvini assicura che la prossima settimana i leader del centrodestra si vedranno per decidere il candidato governatore in Calabria. Il leader della Lega non fa nomi e quando gli chiedono se la candidatura sarà di Forza Italia, non si sbilancia e taglia corto: «Sarà il miglior candidato possibile….».

Questa frase rafforza uno scenario che già qualcuno prefigurava e cioè che di fronte alla difficoltà di Silvio Berlusconi a sciogliere il nodo Occhiuto, Salvini potrebbe proporre una scelta civica di superamento. Il nome più caldo resta sempre quello di Caterina Chiaravalloti, presidente del tribunale di Latina, figlia di quel Giuseppe che fu Governatore per il centrodestra nel periodo che va dal 2000 al 2006. Dicono che sia soprattutto il commissario regionale della Lega, Cristian Invernizzi, a lavorare per questa soluzione. Naturalmente si tratta di semplici indiscrezioni che devono attendere la conferma dei fatti. Ma questa volta dovrebbe essere la settimana giusta. LO ha detto ieri anche la Meloni «Confido -sottolinea la presidente di Fdi- che lo si faccia il prima possibile, magari anche la prossima settimana. Mi piacerebbe che ci vedessimo. Poi, chiaramente, non dipende solo da me. in ogni caso, mi piacerebbe che ci incontrassimo il prima possibile per metterci subito al lavoro , perché ci sono molte regioni importanti che vanno al voto e il centrodestra può vicenre se è compatto».

La Lega freme perché sente la vittoria vicina e non vede l’ora di scendere in campo. «Dopo che, con il voto su Rousseau la base grillina ha sconfessato i suoi vertici rifiutando il progetto di desistenza proposto da Grillo e Di Maio per favorire il Partito Democratico, il voto elettorale in Calabria assume ancora più importanza», ha dichiarato ieri Vincenzo Sofo europarlmentare in pectore.

«Se la Lega vincesse – continua Sofo – e il M5S crollasse nei consensi anche nel profondo sud e in una regione dove la catastrofica amministrazione del PD offrirebbe gioco facile ai grillini per una campagna tutta all’attacco dei propri alleati di governo e dei danni da essi fatti in Calabria, allora si certificherebbe la fine del motivo di esistere del partito di Grillo-Di Maio e di conseguenza del governo giallorosso, indipendentemente dall’Emilia-Romagna».

Per Fratelli d’Italia, invece, tutto sta nel rivedere gli accordi romani. Ed è la stessa Wanda Ferro, possibile candidata a presidente, a dichiarare: «desidero ricandidarmi in questa terra che è la mia terra e che ha un grosso potenziale». E sul partito si esprime così: «siamo diversi anche all’interno del centrodestra stesso, non siamo mai venuti meno ad un impegno».

«La Calabria si deve riappropriare di quel senso di appartenenza con un cambiamento generalizzato che riporti quel senso di dignità. La difficoltà in questi anni – racconta – non è stata prendere la parola in Parlamento, ma essere osservata perché calabrese. Avvertire quel senso di diffidenza che ti porta lavorare il doppio degli altri per dimostrare che c’è una Calabria pulita. E credo che ci riusciremo».

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