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Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale

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CATANZARO – Le prime indiscrezioni sul rinvio delle elezioni regionali e amministrative a dopo la stagione estiva erano trapelate circa quindici giorni fa (LEGGI), nonostante in molti escludessero una simile ipotesi. Eppure, l’andamento pandemico e le scelte politiche sembravano orientate tutte verso una data molto diversa dal solo slittamento al periodo di giugno. Troppo alto il rischio contagio e, probabilmente, anche troppo incerto tornare alle urne in un periodo politico complesso quale quello attuale, con la nascita di un nuovo governo nazionale e gli equilibri fragili all’interno di quasi tutte le forze politiche.

La conferma alle indiscrezioni iniziali è arrivata in serata, quando il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto legge con il quale si rinviano tutte le elezioni al periodo compreso tra il 15 settembre e il 15 ottobre (LEGGI). Nel caso della Calabria, poi, appare più probabile il mese di ottobre, dal momento che il rischio sarebbe quello di dover presentare le liste in pieno mese di agosto, con la documentazione da predisporre sotto l’ombrellone.

Pochi minuti dopo il via libera del Consiglio dei Ministri si sono seguite le reazioni rispetto al rinvio, scatenando la dura presa di posizione di Luigi de Magistris, il “candidato arancione” alla presidenza della Regione, e le critiche di Nicola Irto, candidato dem per la coalizione di centrosinistra.

Entrambi hanno condiviso il rischio di accumulare ritardi nella gestione dell’emergenza, ma anche il ruolo “prolungato” di un presidente facente funzioni. Per quanto possa sembrare anomalo, una posizione analoga, con richiesta di votare l’11 aprile, era stata espressa anche dalla coalizione di centrodestra in Consiglio regionale (LEGGI).

Irto: «Non è una buona notizia»

Nello specifico delle rimostranze post rinvio, Nicola Irto ha affermato: «Prendo atto del rinvio delle elezioni regionali al prossimo autunno. Le decisioni del governo, dettate dall’emergenza Covid, vanno rispettate. Ma questa non è una buona notizia per la Calabria che ha bisogno di votare al più presto per restituire ai cittadini una giunta regionale legittimata democraticamente».

«Moltiplicheremo l’impegno e gli sforzi nei prossimi mesi sul piano politico e istituzionale – ha aggiunto Irto – perché i cittadini calabresi hanno bisogno di punti di riferimento veri in un momento decisivo per il futuro, nel quale bisognerà vigilare sull’operato di chi sta mal governando la regione e occorrerà soprattutto elaborare, come già stiamo facendo, proposte concrete sui temi della sanità, del Recovery plan, delle aspettative degli enti locali, della crisi delle imprese, delle difficoltà delle famiglie e dei giovani, delle persone fragili, per quel ‘diritto al futuro’ che la nostra Calabria non può più attendere oltre. La pandemia, la crisi economica e sociale che vivono anche i calabresi, richiedono scelte politiche forti e condivise con i territori e le comunità, gli enti, le organizzazioni».

«Nel frattempo – ha concluso l’esponente del Partito democratico – aumentano i danni prodotti dall’attuale esecutivo regionale. Questa giunta non riesce ad affrontare la straordinaria emergenza sociale ed economica della Calabria ed è impegnata solo a fare campagna elettorale».

De Magistris: «Molto grave»

Il rinvio delle elezioni è stato bocciato senza mezzi termini da Luigi De Magistris, esprimendo «forti perplessità» per un provvedimento che, come ha spiegato, arriva «a comizi già indetti e a raccolte di firme in atto, con Carlo Tansi che le aveva raccolte per la seconda volta e noi le stavamo raccogliendo».  

L’ex pm in servizio a Catanzaro, ha aggiunto: «Condivido il rinvio dell’11 aprile perché i dati pandemici e la terza ondata, lasciano prefigurare il rischio forte di una campagna elettorale in questi giorni e nelle prossime settimane. Ma non comprendo e non comprendiamo sinceramente perché non rinviarle ad esempio nella seconda metà di giugno, quando anche l’esperienza dell’anno scorso dimostra che la pandemia subisce un crollo».  

Secondo de Magistris, «adesso ci saranno le restrizioni che allenteranno il contagio, il piano vaccinale che si presume a giugno sia entrato nel vivo. E poi un decreto legge consente in sessanta giorni, prima della conversione, di verificare l’andamento pandemico. Quindi è molto grave il rinvio in autunno perché si lascia una regione strategica del nostro Mezzogiorno e del nostro Paese senza presidente eletto dal popolo, guidata da un vicepresidente nominato che non ha la legittimazione popolare per governare. Per sei mesi accadrà questo e, quindi, grande vigilanza democratica, e noi la faremo, perché non si utilizzino questi mesi – ha dichiarato de Magistris – per fare cose che un vicepresidente non eletto non è nelle condizioni di poter fare. Sarà tempo che si perde per il Recovery Found, per affrontare il dramma sanitaria, la pandemia sociale ed economica, il lavoro». 

«Forse hanno dovuto rinviare in autunno perché altrimenti – ha affermato ancora il candidato alla presidenza – non avrebbero potuto rinviare le elezioni amministrative da giugno a settembre e ottobre, ma il discorso è diverso perché per i sindaci c’è una proroga e sono stati già eletti dal popolo, mentre per le regionali davvero non si comprende il rinvio. Ho l’impressione che ci sia la pandemia sanitaria, ma che ci siano pure delle manovre politiche di chi ha paura delle elezioni». 

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