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Il sindaco eletto di Lamezia Terme Paolo Mascaro

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LAMEZIA TERME – Non c’è pace per il Comune commissariato da dieci mesi. Dopo le mini elezioni comunali del 3 e 4 ottobre scorsi (che hanno confermato Mascaro sindaco e gli stessi consiglieri comunali eletti nel 2019) in sole quattro sezioni, così come stabilito dal Tar a dicembre 2019 e confermato dal Consiglio di Stato a maggio scorso, sembra che ora sia sorto un corto circuito giurisdizionale per la proclamazione di Mascaro.

Il quesito sorto ora è: il Tar ha annullato il verbale dell’Ufficio elettorale centrale del 5 e 9 dicembre 2019, verbale di proclamazione degli eletti alla carica di sindaco e alla carica di consiglieri del Comune di Lamezia Terme, e ora come è possibile sommare i voti del 2019 (74 sezioni su 78) con quelli del 3 e 4 ottobre scorsi in sole quattro sezioni?

Un altro pasticcio sarebbe sorto anche per il mancato svolgimento del ballottaggio fra i due candidati sindaco Paolo Mascaro e Ruggero Pegna, nonostante Mascaro non abbia ottenuto il 50 + 1 per cento dei voti validi per essere eletto al primo turno (lo scorso febbraio invece la Prefettura aveva previsto il ballottaggio ma nella sentenza del Consiglio di Stato non è stato invece disposto).

Pare, dunque, che per questi intoppi giuridici sarebbe in atto uno scontro fra la Prefettura di Catanzaro e l’ufficio elettorale centrale del Tribunale di Lamezia che deve proclamare gli eletti. Insomma come se ne uscirà? Anche perché pare che i verbali del 2019 ancora non sarebbero stati trovati.

Come si ricorderà, a dicembre del 2020 il Tar accolse i ricorsi dei candidati a sindaco Massimo Cristiano e Silvio Zizza disponendo le rielezioni in sole 4 sezioni su 78 commissariando quindi il Comune con il conseguente scioglimento del Consiglio comunale eletto un anno prima sospendendo sindaco e giunta.

La sentenza del Tar (che, appunto, aveva annullato anche i verbali della proclamazione degli eletti di novembre 2019) è stata poi confermata a maggio scorso definitivamente dal Consiglio di Stato. Da qui poi il ritorno alle urne solo in quattro sezioni il cui esito non ha modificato il risultato elettorale di novembre 2019.

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