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Una riunione della Conferenza Episcopale Calabra

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CATANZARO – Un impegno dei cattolici calabresi in politica, nella consapevolezza che occorra rinunciare «ai vecchi vizi di favoritismi e comparaggi». A pochi mesi dalle prossime elezioni regionali, la Conferenza Episcopale Calabra prende posizione rispetto alla politica attraverso un messaggio diffuso nel periodo natalizio.

Una scelta forte e dai toni perentori, quella dei vescovi calabresi, che hanno assunto una posizione netta.

È «dovere morale del popolo calabrese analizzare i non pochi punti dolenti della realtà – hanno affermato – proponendo soluzioni, non utopiche, ma realistiche e praticabili nel breve periodo. Auspichiamo una mobilitazione degli intelletti: da noi non mancano, ma troppo spesso o si mettono o sono messi da parte». E’ quanto si legge in un passaggio del messaggio augurale che la Conferenza Episcopale Calabra ha diffuso in vista del Natale».

La Conferenza Episcopale, in particolare, «suggerisce ai calabresi, che si preparano a tornare alle urne di dare il loro apporto alla Regione, sperando che dal canto suo, essa rinunci ai vecchi vizi di favoritismi e comparaggi, accetti tale servizio partecipativo e ne faccia tesoro per l’avvenire. Preghiamo il Signore della storia per i nostri futuri governanti!».

I vescovi ricordano le parole di papa Francesco nella meditazione di santa Marta del 16 settembre del 2019: «Io sono sicuro che non si prega per i governanti. Sì, li si insulta, sì, quello sì. Sembrerebbe che la preghiera ai governanti sia insultarli perché “non mi piace quello che fa”, perché “è un corrotto”… Chi di noi ha pregato per i parlamentari? Perché possano mettersi d’accordo e portare avanti la patria? Sembra che lo spirito patriottico non arrivi alla preghiera; sì, alle squalificazioni, all’odio, alle liti, e finisce così».

La riflessione della conferenza episcopale trae spunto dalla situazione sanitaria della Calabria, «non da oggi – si sottolinea – drammaticamente al centro dell’interesse nazionale, ci domandiamo se potrà mai esistere un progetto di sviluppo grazie al quale essa diventi finalmente un territorio normale quanto a diritto alla salute».

Pur nel rispetto dei ruoli, «in un’ottica generale e con la mente ed il cuore rivolti alle prospettive della Calabria», la Conferenza Episcopale «non può dimenticare, il dovere di dar voce ai cattolici calabresi, che costituiscono la tradizione costante della nostra storia e la speranza del nostro futuro».

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