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L'impianto dei rifiuti di San Pietro Lametino

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CATANZARO – Su impulso dell’assessore calabrese all’Ambiente Sergio De Caprio, si è svolta presso gli uffici regionali una riunione per risolvere nell’immediatezza la situazione relativa alla gestione dei rifiuti dell’ATO di Vibo Valentia. Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, nella veste di presidenti dei rispettivi ATO, hanno convenuto, in un momento come questo, di venirsi incontro in una ottica di solidarietà istituzionale.

La decisione è stata quella di procedere temporaneamente per i rifiuti urbani prodotti dall’ATO di Vibo Valentia all’imballo e messa in riserva degli scarti che esitano dall’impianto di trattamento meccanico biologico di Alli, in attesa dell’apertura/chiusura delle discariche in programma.

Una mediazione che arriva dopo una giornata particolarmente complessa. In mattinata, i sindaci del Vibonese si sono ritrovati davanti ai cancelli dell’impianto di San Pietro Lametino per manifestare contro il mancato conferimento presso gli impianti dell’Ato Catanzaro alla base dell’emergenza rifiuti non differenziati scoppiata nei propri territori (LEGGI LA PROTESTA).

Ma dall’Ato di Catanzaro era arrivata una reazione negativa, al punto che gli stessi primi cittadini avevano deciso di riunire l’assemblea dell’Ato di Catanzaro «per assumere le necessarie determinazioni relative alle ingerenze dell’Ato di Vibo Valentia sull’autonomia dell’Ato di Catanzaro».

«L’assemblea – hanno evidenziato i primi cittadini – è stata convocata per ribadire che la legge regionale sul funzionamento degli Ato garantisce piena autonomia a ogni Ambito territoriale. In seguito all’ultima ordinanza, la Regione ha infatti avocato a sé il solo conferimento degli scarti di lavorazione prodotti dagli impianti non autosufficienti. Misura introdotta al fine di risolvere i problemi di conferimento degli Ato inadempienti, fra i quali quello di Vibo».

Nella nota, l’Ato di Catanzaro sottolinea che «proprio in base alla legge regionale l’autonomia degli Ato non può essere intaccata. In quest’ottica, solo l’Ato di Catanzaro ha in essere i contratti con gli impianti di trattamento di Alli e Lamezia Terme. Ad oggi, per questi due impianti, nessun altro contratto è in vigore con altri Ato. Invece di apprezzare gli sforzi dell’Ato di Catanzaro, che finora ha raccolto i rifiuti dell’Ato di Vibo in pieno spirito di collaborazione, nonostante l’assenza di un contratto, e invece di ringraziare la Regione, che sta facendo il possibile per risolvere il problema, l’Ato di Vibo sta mettendo in piedi un teatro dell’assurdo. Comportamento incomprensibile che – riferiscono i sindaci dell’Ambito catanzarese – rischia di penalizzare gravemente gli 80 Comuni dell’Ato di Catanzaro, assolutamente in regola sia in termini contrattuali che sul versante dei pagamenti».

Nella nota infine si evidenzia che «l’Ato di Catanzaro e i suoi 80 sindaci non permetteranno azioni prepotenti che possono mettere a repentaglio quanto di buono è stato fatto in questi anni. L’Ato di Catanzaro assumerà ogni iniziativa necessaria a evitare lo scoppio di una problematica igienico-ambientale. Non appena la Regione, grazie all’ordinanza diramata nella scorsa settimana, consentirà l’uscita degli scarti di lavorazione dei rifiuti dell’Ato di Vibo il problema rientrerà in automatico: il vero nodo è infatti rappresentato dalle uscite degli scarti, considerata l’assenza di discariche di servizio sufficienti, e non dalla loro lavorazione».

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