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SERSALE (CATANZARO) – Difficile spiegare il senso d’impotenza con cui si è svegliata un’intera cittadina, all’indomani della seduta di fine legislatura del Consiglio regionale. Così come è complicato riassumere quel senso di spazio incolmabile che si crea tra i cittadini e le istituzioni ogni qualvolta viene a mancare un rapporto di mediazione tra ciò che dovrebbe essere il baluardo politico di una popolazione e la popolazione stessa.

La vicenda è ormai nota: la modifica della legge istitutiva della Riserva delle Valli Cupe, proposta dal consigliere regionale Domenico Tallini, ha tolto la gestione al Comune di Sersale in favore di Legambiente. Una decisione che scatenato, letteralmente e non metaforicamente, la reazione dei cittadini di Sersale, dell’amministrazione comunale e di tutto il comprensorio.

VALLI CUPE: QUANDO LO SCONTRO POLITICO CAMBIA LE REGOLE

I motivi scatenanti sono due: il primo è che la nomina di Legambiente sia avvenuta per assegnazione diretta e senza la stesura di un bando a evidenza pubblica. La seconda è che ci sarebbe una disparità di trattamento: mentre per le Valli Cupe, Domenico Bevacqua (presidente della Commissione ambiente e relatore della proposta di Tallini) ha proposto Legambiente; per un’altra eventuale area protetta (I giganti del Cozzo del Pesco e Valle dei Colagnati) gli stessi Bevacqua e Tallini avrebbero scelto come ente gestore il Comune di Corigliano-Rossano.

Tali preoccupazioni, sono state espresse dal consigliere regionale Arturo Bova (Democratici Progressisti): «La proposta è la dimostrazione tangibile di quel bieco trasversalismo che tanto male ha fatto alla politica calabrese e alla credibilità della stessa. Poco importa se la legge – ha successivamente aggiunto – presenti palesi profili di illegittimità costituzionale ampiamente sottolineati anche dall’ufficio legislativo del Consiglio regionale». Bova pone poi un interrogativo: «Parliamo di rilancio delle aree interne, di politiche di sostegno ai borghi, e pensiamo di poterlo fare estromettendo i sindaci e i Comuni? Ben 31 Comuni hanno firmato una lettera accorata. Qualcuno li ha interpellati?».

Su queste domande, ha replicato lo stesso Tallini: «La modifica non toglie nulla alla comunità di Sersale – ha affermato – dal momento che la sede della gestione sarà a Sersale. Legambiente dovrà coinvolgere nella gestione i Comuni interessati, quindi non è vero che i Comuni sono messi da parte».

Di tutto altro avviso è Antonino Scalzo dei “Moderati”: «La modifica contiene aspetti di criticità e lacune, perché i Comuni della Riserva vengono sostituiti con un’associazione privata. Attraverso il Cis (Contratti istituzionali di sviluppo) – ha detto Scalzo – c’è la possibilità di finanziare le Valli Cupe con 10 milioni di euro, e i Cis sono indirizzati solamente agli enti locali». Si è poi aggiunto Baldo Esposito (Ncd) per dichiarazione di voto: «Con questa legge vietiamo ai sindaci di poter dare un indirizzo, e questo non mi convince. Annuncio voto contrario».

In favore di Tallini sono invece intervenuti, a sorpresa, Flora Sculco (Calabria in rete) annunciando voto favorevole, e Orlandino Greco (Oliverio Presidente): «Sono molto sensibile all’istituzione di una Riserva regionale, e voto a favore».

Alla fine, la decisione è avvenuta per appello nominale: 22 votanti, 12 sì, 7 no, 3 astenuti. E al di là di quelle che possono essere le motivazioni, le idee, gli scontri diretti e indiretti, le diatribe sciorinate su questa o su quell’altra posizione, risulta complicato non meditare su come la giornata abbia creato uno scompenso tra cittadini e istituzioni.

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