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La sede della fondazione Terina

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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Dopo l’aula bunker, alla Fondazione Terina sarà realizzata anche la “città del cinema”. Un progetto simile naufragò 15 anni anni fa (nel 2006) quando, infatti, nell’area industriale di Lamezia Terme doveva nascere “la città della fiction”. Ora pare che il (nuovo) progetto potrebbe realizzarsi.

Come si ricorda, infatti, la Giunta regionale della Calabria, su richiesta del presidente facente funzioni Nino Spirlì, a marzo scorso ha approvato una variazione al bilancio 2021 per la realizzazione, a Lamezia Terme, di studi per la produzione cinematografica e la serialità audiovisiva.

«Si tratta – dichiarava Spirlì – di un passo importante per la creazione di studios calabresi e, più in generale, per il futuro dell’intera regione, nel solco tracciato da Jole Santelli, che ha sostenuto con forza questo grande sogno. Un sogno in cui noi continuiamo a credere, consapevoli delle grandi potenzialità dell’industria del cinema».

Gli studios, spiegava Spirlì, «nasceranno su un’area di proprietà regionale, nei pressi dello svincolo autostradale dell’aeroporto. In questo modo, contiamo di far diventare la nostra terra uno dei punti di riferimento nazionale e internazionale, in un settore strategico».

Alla fine però la scelta è ricaduta nell’area della Fondazione Terina (pare che sia già stato fatto un sopralluogo) presieduta dall’avvocato Gennarino Masi che, dopo essere riuscito a far realizzare l’aula bunker nei locali messi a disposizione della Fondazione Terina – su proposta del presidente Masi – dove si sta celebrando il maxi processo “Rinascita Scott”, con la realizzazione a Lamezia nell’areaa della Fondazione Terina, farà fare un altro passo in avanti per lo sviluppo della Fondazione stessa, ente in house della Regione Calabria fino a qualche anno fa sommersa dai debiti e con proteste continue dei lavoratori per gli stipendi che non arrivavano.

Ma i fatti provano che dopo la gestione Masi di questi problemi (e non solo) non si è più sentito parlare tant’è che dopo anni e anni i debiti non solo sono stati azzerati ma l’ultimo bilancio è stato chiuso in attivo. E con la realizzazione, nella speranza che avverrà, di studi per la produzione cinematografica e la serialità audiovisiva nell’area della Fondazione Terina e quindi nell’area industriale di Lamezia, in sostanza torna in mente il progetto, poi arenatosi, del 2006 quando proprio nell’area industriale di Lamezia Terme doveva nascere “la Città della fiction”.

Il progetto doveva essere finanziato da Hbo il cui amministratore delegato, Chris Albrech, guardando la fiction Gente di Mare, che era stata interamente girata a Tropea, pensò all’opportunità di realizzare una città della fiction in questi luoghi mandando sul posto John Dellaverson, consulente strategico della Hbo e vicepresidente operativo della Lions Gate films.

L’idea era di realizzare un centro di produzione cinematografica e televisiva con il compito di rilanciare la scuola italiana di Cinecittà, al servizio delle grandi case di Hollywood. Ideatori del progetto furono l’allora direttore di Rai Fiction, il calabrese Agostino Saccà, e l’allora governatore della Calabria Agazio Loiero.

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