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Una studentessa in classe

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CATANZARO – Non c’è la classica ressa, anche se l’emozione non manca, prima dell’accesso alle aule negli istituti scolastici superiori della Calabria alle prese con gli esami di maturità ai tempi del Coronavirus.

Sono 534 i presidenti di commissione nominati in Calabria per il regolare svolgimento degli esami di maturità iniziati oggi. Si tratta di componenti esterni che seguiranno le prove orali con gli altri componenti che sono, invece, interni alla scuola. Migliaia gli studenti calabresi interessati da questa prova che si presenta come particolarmente anomala a causa dei provvedimenti di sicurezza adottati contro la pandemia.

Ognuno di loro sosterrà l’esame alla presenza di un testimone, con un massimo di cinque studenti sotto esame ogni giorno per un colloquio di un’ora. La giornata di oggi è iniziata in assoluta tranquillità, senza la solita ressa davanti gli istituti scolastici calabresi, dove gli alunni arrivano alla spicciolata, essendoci l’obbligo di recarsi a scuola solo quindici minuti prima della prova.

Tutti indossano le mascherine di protezione, messa a disposizione anche dagli stessi istituti scolastici. Nella regione sono stati pochi i presidenti nominati negli ultimi giorni e non ci sono stati particolari problemi per individuare questi membri esterni, come invece avvenuto in altre regioni d’Italia.

Si entra in due alla volta davanti alla commissione: l’esaminando e il testimone.

Tutti muniti di mascherina, disposti distanti gli uni dagli altri rispettando le misure di sicurezza e, prima di entrare in aula a conferire con la commissione, composta da membri interni eccetto il presidente, è obbligatorio disinfettarsi le mani con il gel igienizzante a disposizione di tutti.

L’esame va avanti per un’ora, anche questa è una novità, ma non ci sono le prove scritte. A sentire i candidati, però, il fatto che lo scritto sia stato eliminato, non è stata una agevolazione.

IL MESSAGGIO DELLA PRESIDENTE SANTELLI AGLI STUDENTI

«Siamo la prima generazione di maturandi – dice Giuseppe maturando del liceo scientifico Fermi – a dover sostenere un esame del genere dopo più di tre mesi di didattica a distanza, quindi non parlerei di esami agevolati, sicuramente particolari rispetto agli anni precedenti: orale di un’ora, prove scritte tradotte in orali, programmi completi, elaborato di matematica e fisica».

«Quello che non manca mai, quando si parla di esami però è l’ansia – aggiunge Simona – anche perché non abbiamo fatto un percorso omogeneo e come si deve a causa del Coronavirus». E se di Covid-19 si parla, l’esperienza viene descritta come «qualcosa che nessuno di noi credo dimenticherà. Chiudere cinque anni di liceo, il periodo più bello per eccellenza, con una videochiamata al Pc non è il massimo».

Gli studenti raccontano anche il periodo della quarantena, che secondo le direttive del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, potrebbe diventare oggetto di esame. «Sicuramente – sottolineano – è stato un periodo molto particolare. Unico. Alcuni di noi hanno studiato molto e dedicato tanto tempo a loro stessi, cosa prima non facile per la scuola. Abbiamo trascorso più tempo con la famiglia. Finalmente ora le cose sono, anche se di poco, migliorate. Si esce con qualche amico, si comincia ad andare al mare. E possiamo prendere in mano il manuale per l’università».

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