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Il cavallo disperso in Sila

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CATANZARO – Una vallata nel cuore della Sila, isolata e completamente coperta di neve. Un gruppo di escursionisti con la passione del trekking e della natura. E un cavallo, arrivato da non si dove, che, bloccato dalla neve, rischia di morire di fame o sbranato dai lupi. Sono gli elementi di una storia che sembra essere la trama di un qualche romanzo di avventura, ma che si sta svolgendo, in questi giorni, proprio a qualche decina di chilometri dal capoluogo.

Siamo sui piani di Tirivolo, più precisamente nella vallata di Tacina, nel territorio comunale di Taverna, cuore della Sila Piccola. Una valle a 1600 metri sul mare che ospita il piccolo lago Tacina, da cui prende origine l’omonimo fiume che scende a valle, sfociando nello Jonio, nei pressi di Steccato di Cutro. È proprio in quei posti incontaminati, a ridosso di quel lago, in questo periodo completamente ghiacciato, che un gruppo di escursionisti dilettanti catanzaresi si è imbattuto qualche settimana fa in un incontro al quale, inizialmente, non hanno fatto caso più di tanto. Un bel esemplare di cavallo girovagava libero in quegli spazi incontaminati, che l’uomo non ha avuto ancora modo di intaccare con la sua mano spesso devastante. La neve era ancora poca e l’animale, indisturbato, pascolava trovando nella vegetazione ancora presente il suo sostentamento. Fin qui niente di particolare.

E di quel cavallo, durante le successive gite dei quatto amici, sembravano essersene perse le tracce. Sabato scorso però, Bruno, Francesco, Angelo e Piero, armati di sci e di ciaspole, sono ritornati nella zona, trovando uno scenario completamente mutato. La neve, caduta in abbondanza nei giorni precedenti, ha praticamente sommerso quelle montagne e per raggiungere la vallata sono servite quasi due ore di cammino, dal punto strada di Ciricilla. Giunti sul posto lo hanno rivisto. Quel cavallo era di nuovo lì, sotto un pino (sotto il quale sembrava aver trovato rifugio) di cui era intento a rosicchiare la corteccia. Di erba, infatti, nemmeno l’ombra e l’animale, a causa degli oltre 60 cm di neve, pur non mostrando ferite, aveva serie difficoltà a muoversi. I quattro amici gli hanno dato qualcosa da mangiare e martedì scorso sono ritornati, per portargli avena e pane. Quel cavallo era sempre lì. Felice di rivederli, sicuramente.

«A questo punto – spiega uno degli escursionisti – abbiamo capito che avremmo dovuto fare qualcosa. E anche in fretta. Quel cavallo non ha più niente da mangiare e la prossima ondata di gelo, prevista per la prossima settimana, potrebbe essergli fatale». In modo informale, è stato chiesto aiuto alla Forestale, ai Vigili del Fuoco e a diversi veterinari, per trovare qualcuno che potesse avere la competenza e i mezzi per affrontare la questione. «L’impresa non è facile – spiega Angelo – quel posto si può raggiungere solo con gli sci o le ciaspole e l’animale, pur facendosi avvicinare, ci ha seguito per pochi metri, per poi fermarsi, forse bloccato dalla troppa neve. Non sappiamo come fare e finora, non abbiamo avuto un riscontro concreto di aiuto».

Dopo aver presentato una formale denuncia di ritrovamento, mentre per oggi i quattro amici hanno già programmato di far ritorno a Tacina in compagnia di un veterinario esperto e dotato di rilevatore di chip, che potrebbe intanto far capire se quel cavallo ha un proprietario e si è smarrito (o se è stato abbandonato), o se si tratta di un animale in completa libertà. «In tal caso – spiega ancor uno dei ragazzi – avremmo trovato già chi potrebbe adottarlo. Ma resta il problema di tirarlo fuori da quel frigorifero naturale. Noi ce la stiamo mettendo tutta e le istituzioni sono state informate. Ora aspettiamo che qualcuno intervenga». Prima che sia troppo tardi.

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