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Lillo

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CATANZARO – Lo possiamo forse definire, per usare un termine vicino alle nuove generazioni, un “meme” vivente. Lo è diventato a seguito del colossale successo dello show “Lol” targato Amazon Prime. La sua simpatia genuina, autentica e quella mimica che gli ha addirittura attributo i super poteri di “Posaman”.

È Lillo Petrolo, storico componente del duo comico Lillo&Greg che in questi giorni ha soggiornato nel capoluogo calabrese in occasione del Magna Graecia Film Festival, la kermesse cinematografica dedicata alle opere prime e seconde che vede in gara, tra gli altri, il film di Susy Laude “Tutti per Uma” dove Lillo figura tra i protagonisti. Lo abbiamo raggiunto per qualche domanda. 1. Un anno davvero intenso per Lillo. Dalla difficoltà e dalla paura del Covid al successo senza precedenti di “Lol”.

Vogliamo tirare le somme di questo strano 2021?

«Effettivamente è stato un anno che ricorderò per sempre. Partito da un brutto e pesante momento di malattia con il Covid che mi ha tenuto in ospedale per 26 giorni, superato questo, mi sono immediatamente ritrovato catapultato nel successo pazzesco ed internazionale di Lol. Dalle stalle alle stelle, come si suol dire. Un anno davvero ricco di emotività, di accadimenti belli e brutti dove l’importante è che ci sia stato un lieto fine».

Tornando per un attimo, e solo per un attimo, in quelle stanze d’ospedale, le chiedo cosa le ha lasciato questo avvenimento e soprattutto se oggi vede la luce in fondo al tunnel.

«Posso dire che sia stata un’esperienza importante della mia vita. Vedere quello che ho visto io è qualcosa che ti segna e ti rende una persona più ricca. Sono poi un portatore di positività e credo l’unica soluzione sia attualmente quella di vaccinarci tutti, non ci sono altre soluzioni. È importante, se non altro, perché rappresenta l’unico modo per tornare alla vita normale».

Dal momento più duro passiamo a quello gioioso segnato da una “non-risata” dello show Lol. Cosa, secondo lei, ne ha garantito il successo?

«Ciò che, anche inconsciamente, è stato maggiormente apprezzato dal pubblico è il fatto che questo programma veda protagonista un semplice gruppo di amici che si ritrovano in una stanza per scherzare e giocare. Da quanto ci mancava questa situazione? La gente è entrata in quella casa e con grande empatia si è calata nei panni di noi concorrenti. Questo è stato assolutamente la chiave del grande successo di Lol».

Senza poi parlare del cast d’eccezione…

«Il cast è stato davvero indovinato. Ognuno ha portato qualcosa di divertente e lo ha fatto con il proprio stile ed il proprio modo di fare. Come accade spesso per le cose di grande successo, è una combinazione fortunata di tanti elementi. Sono davvero felice di Lol, era il programma giusto di cui la gente aveva bisogno dopo un periodo così difficile».

Ieri sera, al Mgff, la proiezione di “Tutti per Uma” di Susy Laude. Un film in cui, lei afferma, non ci siano protagonisti ma lo siate stati tutti all’unisono. Cosa le ha lasciato?

«Mi ha convinto ancor di più che la chiave migliore per raccontare le cose che appartengono alla realtà sia la fantasia. La favola usata per narrare la realtà. È un film che va in questa direzione ed ha un modo che io amo tantissimo di fare cinema».

Qual è il suo rapporto con la terra di Calabria?

«Amo la Calabria perché ce l’ho nel sangue. Ho infatti origini calabresi per parte di mio padre che è natio di Siderno Marina. Ho trascorso qui gran parte della mia infanzia proprio perché tutti i miei parenti paterni sono a Siderno. Saranno forse vent’anni che non riesco a fare una vacanza estiva per impegni lavorativi, ma da bambino tutte le mie estati sono state calabresi».

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