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Sonia Peronaci

Tempo di lettura 5 Minuti

Da Giallozzaferano al proprio sito, passando per l’ultimo libro. La storia di una catanzarese diventata icona della cucina italiana

IL suo mondo è la cucina, da quella di casa sua raggiunge tantissimi appassionati che l’hanno seguita su Giallozafferano e che adesso continuano a raccogliere i suoi suggerimenti e le ricette sul nuovo sito soniaperonaci.it Sonia Peronaci è una icona della cucina italiana. La raggiungiamo mentre è ai fornelli, sta preparando la pasta con zucchine e gamberetti («perché questo è il periodo delle zucchine»), mentre parla con noi e ci racconta del suo nuovo libro ha messo sul fuoco la bisque di pesce che le servirà a insaporire il piatto.

Sembra di vedere il suo sorriso rassicurante e quelle mani che si muovono sicure e delicate tra gli ingredienti mentre racconta la sua storia tra i fornelli. Lei originaria di Simeri Crichi, una vita vissuta tra nord e sud. Da poco è uscito il suo nuovo libro “La mia cicina”.

Non è una blogger, non è uno chef, come ama definirsi?

«Tutti per comodità mi definiscono una foodblogger ma io non ho mai avuto un blog, ma ho sempre gestito siti di cucina che comprendono molte sezioni. È come gestire una azienda. Non sono uno chef perché non ho studiato per diventarlo anche se mio padre aveva un ristorante e io ho lavorato con lui. Mi definisco una autodidatta appassionata della cucina che ha trasformato questa passione in un lavoro. Diciamo che sono una buona cuoca casalinga ma punto sempre a migliorarmi. Cucino con tutti gli ingredienti e mi piacciono molto i dolci».

Cosa è cambiato da quando ha lasciato Giallozafferano?

«A Giallozafferano si facevano sempre le stesse cose. Lavoravo con uno staff di 30 persone, ogni giorno si metteva online una ricetta, ma era tutto molto statico, fermo e non avevo tenpo per seguire altro e invece sentivo l’esigenza di diversificarmi. Ho deciso di aprire un nuovo sito insieme a mio marito e a mia figlia (di figlie ne ha tre ndr) ma partendo dal web mi guardo intorno a 360 gradi. È uscito il nuovo libro e ho progetti televisivi».

Qual è il segreto del suo successo?

«Forse aver reso la cucina accessibile a tutti, aiutando a seguire le ricette attraverso le foto e i video. E poi quando spiego un piatto non do mai niente per scontato, anche dare le dosi giuste è importante e poi mantenere sempre uno stretto contatto con l’utente migliorando sempre e ascoltando consigli e suggerimenti».

Come nasce la sua passione per la cucina?

«La passione nasce in famiglia con un padre calabrese cuoco e soprattutto da mia nonna (di origini austriache ndr) che ha cresciuto i suoi nipoti e che passava la giornata tra i fornelli e io spesso l’aiutavo. Tutti nella mia famiglia erano bravi a cucinare. Poi ho cominciato a cucinare da sola soprattutto dolci ma i miei studi si sono rivolti altrove. Poi ho conosciuto mio marito Francesco insieme a lui gestivo un sito dedicato alle tasse, un sito di servizio e a un certo punto abbiamo deciso di realizzare Giallozafferano. Il nostro voleva essere un sito simile a quello americano di Martha Stewart ma poi ci siamo fermati alle ricette. Era il 2006 quando ancora internet non era così diffuso, a un certo punto siamo stati acquisiti da una azienda e sono arrivati i video con tanti utenti che seguivano le nostre ricette».

Lei ha origini calabresi, la sua famiglia è di Simeri Crichi. C’è un piatto calabrese a cui è legata particolarmente?

«Venendo dal catanzarese il primo piatto che mi viene in mente è il morzello, era il piatto che mio padre preparava per le feste di paese. E poi i miei ricordi sono legati alle carni minute, al capretto con il sugo. E poi le conserve che mio padre quando è ritornato in Calabria preparava sempre insieme ai salumi, la sopressata».

Torna spesso in Calabria?

«In Calabria vive il padre delle mie figlie e io ho vissuto in questa terra meravigliosa per 18 anni. Spesso vado a Simeri Crichi qui è seppellita anche mia nonna».

Adesso in cucina si tiene conto delle materie prime e soprattutto si tiene conto delle intolleranze. Si guarda alla cucina senza glutine e alla cucina vegetariana e vegana.

«Anche io sono diventata intollerante a glutine e latticini e spesso posto ricette senza glutine e senza latticini. Mi approccio anche alla cucina vegetariana e vegana che è molto richiesta. La nostra cucina mediterranea è perfetta perché contiene molte ricette solo con verdure».

Cosa ha la cucina italiana di diverso dalle altre e perché è amata in tutto il mondo?

«Abbiamo un clima unico che comporta una grande varietà di prodotti che in cucina ci permettono di spaziare in ogni direzione. E poi la nostra cultura è legata alla cucina, alla convivialità. Ci piace cucinare, preparare i piatti per i nostri cari. prepariamo banchetti per le feste. Per noi cucinare è un gesto d’amore e stimo attenti anche al benessere. Certo negli ultimi tempi si stanno perdendo le ricette tradizionali. Manca un po’ di marketing per promuovere i nostri prodotti».

Il suo nuovo libro che sta presentando in giro per l’Italia e che oggi pomeriggio presenterà a Cosenza si intitola La mia cucina. Com’è la cucina di Sonia Peronaci?

«Nel libro è rappresentata una cucina varia, attenta all’Italia ma anche all’estero e rivolta alle occasioni. Si descrive la ricetta della nutella fatta in casa con ingredienti naturali, ci sono le ricette dei cocktail. E poi tante idee per le cene anche straniere. Una cucina varia e sfiziosa ma anche tradizionale. E poi il libro è bello solo da sfogliare con le foto fatte nella mia cucina, in un ambiente caldo e intimo. Le ricette non sono complicate».

Ha un piatto del cuore?

«È un piatto che è riportato nel mio nuovo libro e che comprende la mia parte del nord e quella del sud. Si tratta dello Spatzloe con costolette di agnello e funghi».

Oggi pomeriggio Sonia Penoraci incontrerà i suoi lettori alle 18 alla libreria Ubik di Cosenza che da pochi giorni ha una nuova sede, più grande e luminosa. La cuoca parlerà del suo libro e si esibirà in uno showcooking cucinando la sua ricetta dei brownies.

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