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Nel XIX secolo, per riequilibrare un rapporto tra centri urbani e zone rurali, grandi architetti progettarono le città giardino (garden city). Cosenza ha sempre avuto un rapporto poco felice con i giardini pubblici: la grande e bella “villa vecchia”, ad esempio, era l’orto delle suore domenicane, che abitavano nel monastero, attuale Palazzo della Provincia (già Prefettura).

L’unico spazio verde, pensato, per essere un giardino, è la “villa nuova” su corso Umberto, quando in modo “illuministico” fu disegnata la parte nuova della città. Altro spazio verde il Parco “Remì”, nell’ex campo sportivo Morrone, il Parco “Nicolas Green” (cha fa pendant) con il Parco “Robinson” di Rende… e la villetta di viale della Repubblica nei pressi di piazza Europa; mentre dopo la ristrutturazione di piazza Loreto, credo che non si possa più parlare di giardino. Un discorso a parte meriterebbe il Parco delle “Rimembranze” sull’Acquedotto del Merone.

Una lunga lingua “verde” è ora il viale Giacomo Mancini (ben 3 chilometri) percorsa da maratoneti e da proprietari di cani, che la utilizzano per le loro passeggiate, in cerca di un posticino dove far fare i bisogni ai propri quadrupedi. Nel centro storico il bellissimo giardino di Palazzo Bombini (alla giostra vecchia) attende di ritornare agli antichi splendori. Per vedere un po’ di piante curate e fiori, non resta che lo spazio a Gergeri occupato da un vivaista…, e di tanto in tanto in piazza dei Bruzi, quando qualche altro commerciante di fiori si installa per vendere i propri prodotti davanti al Comune.

Roberto Benigni e Massimo Troisi avrebbero detto: “non ci resta che piangere” dunque? Assolutamente no, perché a Cosenza sono in tanti che hanno il pollice verde e che curano sui propri balconi bellissime piante, da far invidia a rinomati giardini; nella foto un balcone super fiorito a via degli Stadi. In altre città, alcune associazioni, sostenute dai Comuni, sponsorizzano le iniziative degli orti civici, ma anche dei giardinieri volontari. Insomma val bene il detto… «Fiori ed opere di bene».

 

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