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La segnalazione è partita dalla presenza di una donna in un albergo. Dopo una perquisizione le sono stati trovati 10mila euro e i video di diverse prestazioni hard

COSENZA – Riprendeva i clienti mentre aveva rapporti sessuali con loro, e conservava un corposo archivio di video compromettenti. Forse a scopo ricattatorio. È un aspetto collaterale emerso delle indagini della questura di Cosenza che ha denunciato una cittadina cinese M.C., di 41 anni 41 e un suo connazionale, Z.X. di 44 anni. Sono accusati di illecito trattenimento nel territorio nazionale e possesso di titolo di soggiorno falsi.

Ma è emersa anche una redditizia attività di prostituzione e si indaga per verificare l’ipotesi di eventuali ricatti ai danni dei clienti immortalati nei video.

In particolare nella mattinata di ieri è giunta alla sala operativa della questura di Cosenza la segnalazione della presenza della cittadina cinese presso un albergo della città. Arrivati sul posto, gli agenti della polizia hanno appurato l’effettiva presenza della donna, in quel momento in compagnia del connazionale. Da un’immediata verifica in banca dati risultavano sprovvisti di permesso di soggiorno. Dopo essere stati portati in qestura, per gli accertamenti del caso, i due denunciati venivano sottoposti a perquisizione personale ed entrambi sono stati trovati in possesso di permessi di soggiorno apparentemente rilasciati dalla questura di Cosenza, ma che dopo approfondite verifiche tecniche, effettuate dal personale dell’ufficio immigrazioni, sono risultavati falsi. Per rendere più credibile l’autenticità dei citati documenti, i due stranieri vi avevano allegato anche le ricevute attestanti il versamento richiesto e le copie delle raccomandate. Addosso alla donna è stata trovata una grossa somma di denaro contante – circa 10.000 euro -, presumibile ricavo della sua attività di prostituta.

Ad attirare l’attenzione degli agenti anche video presenti sul telefonino della donna: numerosi filmati riguardanti gli incontri sessuali avuti con i vari clienti. E su questo aspetto non si escludono sviluppo d’indagine. Al termine delle verifiche in questura, i fue cinesi sono stati denunciati e immediatamente espulsi dal territorio nazionale su decreto del prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao: sono stati cioè accompagnati presso i centri di identificazione ed espulsione di Roma e Caltanissetta in attesa dell’imbarco su voli per la Cina. 

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