Il viadotto Emoli di San Fili

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COSENZA – Dal viadotto Morandi-Bisantis di Catanzaro al viadotto Cannavino di Celico, ma non sono solo questi ponti a preoccupare i calabresi. A tenere in ansia i cittadini ci sono infatti anche i viadotti Emoli 1 ed Emoli 2, più comunemente noti come il ponte di San Fili. All’indomani del crollo del ponte Morandi a Genova, con vittime anche calabresi (LEGGI), il dibattito sulla tenuta dei viadotti ha subito una comprensibile accelerazione. Sull’onda emotiva di quanto accaduto nella città ligure in molti si interrogano sulla sicurezza delle infrastrutture.

LA SCHEDA: IL PONTE MORANDI DI CATANZARO

Il ponte di San Fili, il viadotto Emoli 1, sulla statale 107, lungo 356 metri, alto un centinaio di metri, costituisce un’arteria molto trafficata, in particolare d’estate, per raggiungere da Cosenza e da tutto l’hinterland i luoghi di mare della costa tirrenica. Il presidente della Regione, Mario Oliverio, nei giorni scorsi ha chiesto un piano straordinario per le infrastrutture calabresi (LEGGI).

Il Codacons, nei giorni successivi alla strage di Genova, ha pubblicato l’elenco aggiornato dei ponti che, in tutta Italia, necessitano di cura e manutenzione e tra questi c’è anche il ponte di San Fili. L’associazione, inoltre, chiede una serie di misure immediate quali il blocco dei mezzi pesanti su tutti i viadotti a rischio per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza delle infrastrutture nonché «l’impiego del genio militare – non di privati – per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico».

Il Codacons, come recentemente annunciato, ha inoltre deciso di diffidare i prefetti delle zone con cavalcavia o viadotti a rischio richiedendo «un’attenta opera di monitoraggio e valutazione del rischio».

Anche Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili nei giorni scorsi ha riacceso i riflettori sulle condizioni del ponte di San Fili. «E’ vero che da oltre dieci anni non viene fatta alcuna manutenzione su questo importante viadotto situato tra i comuni di San Fili e Rende, sulla strada statale Silana Crotonese percorsa ogni giorno da un numero impressionante di macchine, camion e pullman», ha chiesto Corbelli rivolgendosi all’Anas. Secondo Eugenio Aceto «destano particolare preoccupazione i due ponti che sulla ss 107 Paolana Crotonese si trovano tra Rende e San fili, quello primo dello svincolo di Rende-Nogiano e quello subito prima della galleria “San Fili”».

Il consigliere provinciale rivolge pertanto un appello ai due sindaci di Rende e di San Fili di presentare una richiesta urgente all’Anas ed alla Regione. Da diverso tempo i cittadini lamentano la spaccatura centrale, un vistoso avvallamento, e un’evidente flessione del piano stradale in corrispondenza di un giunto di dilatazione tampone senza contare il non impeccabile manto stradale e la mancanza di guardrail adeguati. Segnalazioni a cui si spera possano seguire accurate interventi di manutenzione e soprattutto accurate relazioni tecniche capaci di dissipare ogni dubbio sulla sicurezza del viadotto.

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