L'Asp di Cosenza

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COSENZA – Il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione, parlando di un contenzioso dell’Asp cosentina di 800 milioni di euro è stato ottimista. A dirlo è Sergio Tempo che nell’ultimo triennio ha presieduto il Collegio sindacale dell’azienda sanitaria. Tempo oggi offre dei dati che fanno rabbrividire.

Secondo il collegio dei revisori «l’importo complessivo del contenzioso esistente al 31.12.2016 supera il miliardo di euro. Un importo che l’Asp – denuncia ancora Tempo – ha omesso di comunicare, sottraendosi quindi ad un suo preciso obbligo di legge». Le dichiarazioni sono state riportate sull’edizione cartacea di oggi del Quotidiano.

Il commercialista, in realtà, non è la prima volta che dice queste cose, solo che oggi ha deciso di dirle pubblicamente dopo averle comunicate con una serie di comunicazioni ufficiali al Dipartimento Salute della Regione Calabria, alla struttura commissariale, a diversi consiglieri regionali ed anche alla Corte dei Conti. Ma il problema non è solo il contenzioso. Ad aggravare la situazione ci sono anche due ulteriori circostanze.

La prima è che la percentuale di soccombenza dell’Asp che statisticamente è superiore al 50%. In soldoni l’azienda perde più della metà delle cause che le sono intentate. Ancora più grave è il fatto che il fondo rischi risulta pari a 9 milioni di euro. «E’ evidente quindi, che il Fondo rischi è del tutto inadeguato – scrive Tempo – rispetto all’ammontare complessivo del contenzioso ed alla percentuale di soccombenza. Ed inoltre l’eventuale tentativo di adeguamento, in ossequio a quanto prevedono i principi contabili, primo fra tutti la veridicità dei dati, genererebbe una perdita di circa mezzo miliardo di euro.

Un colossale deficit che come membri del Collegio Sindacale ci siamo responsabilmente premuniti di notificare agli Organi di controllo esterni ( Corte dei Conti – MEF ). Credo che le verifiche non tarderanno ad arrivare. Anche perchè Tempo lancia anche un’altra serie di accuse sul bilancio dell’azienda fra cui «l’esistenza in bilancio di crediti sopravvalutati, risalenti ed inesigibili (oltre 30-40 milioni, stralciarli significherebbe ulteriore perdita ); la mancanza di inventari (non si ha contezza dei beni mobili ed immobili di proprietà) con inevitabili ripercursioni contabili anche di tipo economico; la presenza massiccia di pignoramenti notificati all’istituto tesoriere, che espone l’ASP di remunerare più volte lo stesso debito; il sistematico ricorso ad anticipazione del Tesoriere; gli ingenti debiti a cui l’Azienda non riesce a far fronte; le somme di denaro pagate dal Tesoriere senza emissione dei relativi mandati da parte dell’Asp e senza farli transitare in contabilità (si registra un buco di circa 40 milioni di euro). Quanto evidenziato, ed è solo un dato parziale, denota gravissimi squilibri di bilancio, in grado di provocare, a breve-medio tempo il “dissesto finanziario” paralizzando definitivamente l’intero Servizio Sanitario Regionale».

«La garanzia dei LEA – conclude Tempo dopo aver augurato buon lavoro ai nuovi commissari – passa anche e soprattutto dai “numeri” dei bilanci. E quando questi non corrispondono al vero e, addirittura sfiorano l’illegalità, l’individuazione dei responsabili ed il loro allontanamento dalla gestione del denaro pubblico, dovrebbe essere il primo passo della nuova gestione».

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