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Il taglio del nastro

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ACRI (CS) – Dopo circa quattordici anni dall’approvazione del relativo progetto e una lunga e ininterrotta scia di polemiche, ieri è stata inaugurata la galleria Salice che permette al centro presilano di raggiungere la Ss 660, che lo collega alla valle del Crati, quindi a Cosenza e all’autostrada, aggirando la frana di Serra di Buda.

È stata sì una giornata di festa, come ha sottolineato il sindaco Pino Capalbo, ma con immancabile appendice polemica. Un tunnel di circa ottocento metri la cui realizzazione fu inserita nella progettazione della Provincia guidata da Mario Oliverio che l’aveva rilevata dall’Anas.

Il percorso iniziale era diverso e non prevedeva la galleria. Nel corso degli anni se n’è parlato tanto, ora finalmente potrà essere percorsa. L’ultimo ostacolo è stato rappresentato dall’impianto di illuminazione. Il costo complessivo di questo primo lotto funzionale del nuovo tracciato della Ss 660 supera i ventidue milioni di euro.

È già percorribile e la sua manutenzione è a carico dell’Anas.  Il sindaco Capalbo ha voluto evidenziare gli aspetti positivi, sorvolando sulla contrapposizione dialettica che ha accompagnato il taglio del nastro. Sia il primo cittadino di il presidente della Provincia, Franco Iacucci, hanno poi ricordato il progetto della Regione, con un secondo lotto della Ss 660 fino a Montalto Uffugo. Anche l’ex sindaco Elio Coschignano nel suo intervento si è tenuto lontano dalle polemiche di questi giorni e ha evidenziato che comunque «Acri non rischia più l’isolamento a causa della frana di Serra di Buda» come accadde nel 1998.

A immettere sale politico e polemico è stato invece il senatore ed ex sindaco Gino Trematerra, che invece si è soffermato sul cambio di rotta voluto dal centrosinistra di Coschignano e Oliverio, che hanno depennato il vecchio progetto, che non prevedeva la galleria, e scelto quello che poi è stato realizzato. A microfoni spenti Coschignano ha poi invitato Trematerra a un confronto pubblico in cui portare le rispettive ragioni.

 «Io con te non parlo più», la risposta del senatore. Polemiche a parte, da ieri, finalmente, Acri esce fuori da un isolamento che voleva uno dei centri più grandi della provincia di Cosenza più lontano dalla città capoluogo mentre ora il tempo di percorrenza sarà ridotto.

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