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L'uomo coinvolto nell'indagine

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GUARDIA PIEMONTESE (COSENZA) – Si spaccia per uno specialista “addestrato nei corpi speciali” e si fa chiamare “capitano”, il cosentino coinvolto nell’inchiesta antiterrorismo che coinvolge numerosi soggetti di estrema destra, partecipanti a una chat neonazista e antisemita chiamata “Boia chi molla“.

Si tratta di V.C, nativo di Paola e residente a Guardia Piemontese. E’ un sedicente fedelissimo di Italexit con Paragone ed è un iscritto del sodalizio estremista “Ultima Legione”. Adora l’ex “Regno delle Due Sicilie”, crede verosimilmente negli “Ufo” e segue con attenzione il gruppo di “Seguaci di Gesù Cristo in Puglia”.

Anche lui, come tanti suoi colleghi, ha ricevuto ieri la visita degli agenti Digos inviati dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione dell’Aquila, in collaborazione con la Polizia Postale, a perquisire diverse abitazioni in tutta Italia.

Le indagini sono dirette dalla Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, anche con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo. Ieri mattina, infatti, perquisizioni a tappeto in numerose città italiane da La Spezia a Terni, e poi Como, Piacenza, L’Aquila, Lecce, Modena, Guardia Piemontese (Cosenza), Ascoli Piceno, Macerata, Verona, Como e Chieti. Le indagini partono da accertamenti sugli iscritti alla chat neonazista e antisemita. Alcuni dei membri appartengono anche al sodalizio estremista “Ultima legione“, che è nato a Milano ma poi si è diramato in tutta Italia.

Le chat erano state create sui canali Telegram e Whatsapp. L’inchiesta è stata avviata nel gennaio 2019 e i promotori o partecipi dei gruppi di discussione, secondo quanto accertato dagli investigatori, avrebbero operato “al fine di costituire una struttura politica di chiara ideologia fascista”, utilizzando i circuiti online quali mezzi di proselitismo e reclutamento di militanti. E’ stato peraltro delineato l’organigramma dei tesserati ad Ultima Legione Italia.

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