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BOCCHIGLIERO (CS) – Può continuare a vivere, senza un distributore di carburante, un paese interno e montano come Bocchigliero?

Se lo chiedono i soci dell’associazione Il Treno della Rinascita i quali ritengono come «l’assenza di un distributore equivalga ad un’imposta aggiuntiva, ad una specie di sovrattassa che grava sui residenti e sui turisti che, in estate, affollano il paese dove nessun imprenditore sembra disposto ad investire per aprire una nuova stazione di servizio. 

A gravare sulla spesa di un pieno per i cittadini bocchiglieresi – scrivono in un documento – è il costo della benzina che serve per arrivare al distributore! Si, perché per rifornirsi di benzina occorre recarsi a Mirto Crosia a 40 chilometri di distanza, muniti di apposita tanica, in estate col caldo torrido, in inverno con neve e ghiaccio.

I numerosi abitanti anziani – denunciano – sono costretti ad affidarsi alla cortesia di amici o parenti più giovani, di conseguenza, tutti sono stanchi di tale situazione; inoltre, a conti fatti, l’assenza di un distributore equivale a un’imposta aggiuntiva, che si somma alle tanto contestate accise sul carburante».

L’appello dell’associazione è rivolto a chi «dovrebbe occuparsi di risolvere il problema e sopperire a questo assurdo disagio che da anni sta mettendo a dura prova la pazienza e le tasche dei cittadini bocchiglieresi». 

Si spera ora che l’amministrazione comunale e la nuova giunta regionale «siano sensibili alla problematica che sta affliggendo la popolazione bocchiglierese da più anni e che possano, nel più breve tempo possibile, mettere fine a questa scomoda e pericolosa situazione».

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