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L'ospedale da campo di Cosenza

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Il primo caso di variante inglese in Calabria era stato registrato già a fine gennaio, alcune settimane prima che due soggetti positivi al virus mutato venissero individuati tra gli ospiti del Cas di Longobardi (LEGGI).

Si tratta di una bambina di 9 anni di Cosenza. Positivo al Covid anche il padre, ma non è stato possibile ricostruire l’origine del contagio. La bambina è negativizzata da tempo.

Il tampone era stato processato nel laboratorio militare dell’ospedale da campo di Cosenza e trasferito al Celio, come da prassi, per il referto. Il Celio ha effettuato sul campione anche il sequenziamento del genoma virale riscontrando la presenza della variante inglese.

L’Asp, appreso il risultato del Celio, nonostante la bimba e la sorellina non vadano a scuola da circa un mese, ha deciso in via precauzionale – riferisce l’Ansa – di eseguire i tamponi sulle compagne di classe.

Il tampone era stato eseguito dalla task force dell’Asp, riporta sempre l’Ansa, tra fine gennaio e inizio febbraio. Da allora tutta la famiglia era in quarantena.

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