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Un'anziana in un centro vaccinale nel Cosentino

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COSENZA – Migliaia di anziani in attesa del richiamo a oltre un mese di distanza dalla somministrazione del siero Pfizer. È quanto sta accadendo nel Cosentino, in particolare sulla fascia jonica della provincia. In una lettera inviata al commissario ad acta per la Sanità Guido Longo il consigliere regionale Carlo Guccione chiede di intervenire sui ritardi che mettono a rischio la campagna di immunizzazione dal coronavirus per un elevato numero di over 80.

«Grazie alla sinergia tra Comuni e Distretti sanitari – scrive Guccione – la vaccinazione era iniziata senza intoppi, raggiungendo un elevato numero di vaccinati tra gli over 80. Un lavoro, però, che rischia oggi di essere vanificato per la carenza di dosi Pfizer. Sono trascorsi oltre 30 giorni dalla prima dose e 2200 persone dell’alto jonio cosentino, 900 del medio e basso jonio attendono ancora di ricevere la seconda dose».

Secondo i dati diffusi da Pfizer, per raggiungere l’efficacia del 94% è necessaria la somministrazione della seconda dose dal vaccino a distanza di tre settimane dalla prima inoculazione.

«Ci è sempre stato detto, sia da Lei che dal presidente f.f. Nino Spirlì – prosegue il consigliere regionale – che il 30 per cento delle dosi ferme nei frigoriferi sarebbe servito a garantire la seconda dose di richiamo. Mi chiedo, dunque, com’è possibile che ancora oggi oltre 3100 persone, solo nello Jonio cosentino, attendono la somministrazione della seconda dose? Ritengo tutto ciò un fatto estremamente grave».

«Non possiamo rischiare di mandare all’aria un importante lavoro svolto dagli Enti locali e dai Distretti. Si garantiscano da subito le dosi necessarie a completare il ciclo vaccinale per tutti gli over 80 che hanno già fatto il primo richiamo. È necessario – conclude Guccione – che la gestione del Piano vaccinale sia raccordata con gli Enti territoriali per evitare che si ripetano situazioni incresciose come queste, visto che, pure essendoci le scorte di vaccini che giacciono nei frigoriferi, come ha lei stesso sostenuto, gli over 80 non possono completare il ciclo vaccinale così come prevede il Protocollo nazionale. Non possiamo vanificare i tanti sacrifici fatti dal settore sanitario e dalle istituzioni locali per allestire i centri vaccinali».

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