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L'elisoccorso

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CATANZARO – Quattro elicotteri per il servizio di emergenza durante la stagione invernale e tre in estate, considerato che il velivolo in servizio alla base di Cosenza è stato richiamato in questi giorni per manutenzione dalla società che effettua il servizio per conto della Regione Calabria.

L’elicottero del 118 necessita, infatti, di manutenzione, ma nessuno ha provveduto a sostituirlo in questi giorni di agosto, quando gli utenti in Calabria si moltiplicano per via della stagione estiva. È questo l’ennesimo paradosso del servizio di emergenza sanitaria della Calabria. Dopo le ambulanze non medicalizzate, i medici senza indennità che lasciano il 118, le contestazioni finite nelle aule di tribunale e l’utilizzo dell’elisoccorso per sostituire le poche ambulanze operative, la nuova emergenza è quella di avere un elisoccorso in meno in piena estate.

La Calabria ha a regime quattro elicotteri che prevengono da società private. Il velivolo in servizio a Cosenza è stato richiamato in questi giorni a Tarquinia, sede della società titolare del servizio che si trova in provincia di Viterbo. In realtà, le manutenzioni sono ovviamente obbligatorie e programmate e lo stesso discorso è avvenuto in questi mesi anche per il velivolo di base a Locri, gestito da altra società.

Il problema è che nessuno ha pensato di sostituirli lasciando scoperta, di fatto, la postazione di Cosenza. Cosa ancora più grave, è che la manutenzione per la base cosentina è avvenuta in piena estate, in un territorio molto vasto e con il più alto numero di presidi ospedalieri da coprire. Gli interrogativi sono molti: possibile che il contratto in essere non preveda che se un elicottero debba essere fermato, anche se per giusta manutenzione, non sia rimpiazzato da altro eguale o di simili caratteristiche tecniche? Sono previste penali o trattenute nei contratti per la mancata copertura del servizio? Sarebbe paradossale se si pagassero importi pieni con elicotteri fermi.

Il direttore medico del servizio di elisoccorso in Calabria è il direttore della centrale di coordinamento regionale del 118 di Catanzaro. È l’Asp di Catanzaro ad avere in mano il controllo e la verifica, compreso il direttore sanitario della stessa Asp, ma anche i referenti del Dipartimento tutela della salute della Regione Calabria. Quel che è certo, è che il servizio di emergenza sanitaria garantito dal 118 sta subendo in Calabria un declino drammatico. Sia il servizio di elisoccorso che quello delle ambulanze erano considerati dei simboli di eccellenza fino a pochi anni fa, portati come esempio nelle riunioni nazionali di settore.

In poco tempo, però, il tracollo: ambulanze vetuste e senza medici, elicotteri fermi in piena estate e medici in fuga per le indennità negate e i contenziosi in atto. Temi che, tra l’altro, finiranno in una interrogazione parlamentare annunciata dalla senatrice Bianca Laura Granato per comprendere le correttezze di queste decisioni. È la sanità che cambia, in Calabria, ma purtroppo in peggio.

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