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Il municipio di Oriolo

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ORIOLO (COSENZA) – Purtroppo continua a salire ed anche in modo esponenziale, la positività al Covid-19, in base ai tamponi sin qui eseguiti e analizzati. Alle 13 di ieri i dati ufficiali facevano rilevare diciassette persone positive che ad oggi risultano essere in quarantena a casa loro perché non hanno sintomatologie tali da indurre i sanitari al ricovero ospedaliero. Inoltre, vi sono quattro casi di positività di persone ospedalizzate e tutte ricoverate presso l’Ospedale Hub dell’Annunziata, a Cosenza. Ad oggi, Oriolo raggiunge il poco esaltante primato di essere il quarto comune della provincia di Cosenza, per numero di contagi, dopo San Lucido, Corigliano Rossano, Rogliano e a pari “merito” con Cosenza. Delle quattro persone ricoverate in ospedale, due di loro sono ormai note da tempo e sono F.F., il primo paziente affetto da Coronavirus ed il sindaco Simona Colotta. Al momento non sono noti gli altri due pazienti ospedalizzati anche se c’è il sospetto che possa esserci un altro amministratore comunale.

Da quanto appreso, F.F. ed il sindaco Simona Colotta, sono nel reparto di malattie infettive e pare stiano rispondendo bene alla cura farmacologica somministrata loro dai medici del reparto, anche se ritenuta particolarmente “pesante” soprattutto per il sindaco Simona Colotta.

Dunque, quando ancora non si conosce l’esito complessivo dei quarantadue tamponi eseguiti, la situazione ad Oriolo, 15esima zona rossa regionale, è tutt’altro che rassicurante.

Ricordiamo che il vice sindaco, Felice Agostino Diego, ha emesso due ordinanze: con la prima ha chiuso gli uffici comunali a tutto il 16 aprile, “salvo l’erogazione di servizi essenziali e di pubblica utilità (protocollo, anagrafe, stato civile, polizia municipale, raccolta rifiuti ed attività Coc); la seconda ordinanza riguarda l’obbligo di quarantena per alcuni cittadini risultati positivi al tampone. A tal proposito, alcuni cittadini lamentano l’applicazione della privacy in casi di contagio. Vorrebbero essere messi a conoscenza delle persone poste in quarantena per autodenunciare eventuali contatti avuti e porsi, a loro volta, in isolamento volontario. Se non si conoscono i nominativi di quanti sono in quarantena, c’è il rischio di aumentare i casi di contagio senza saperlo. Infine, un consigliere comunale oggi in quarantena in quanto positivo al Coronavirus, è critico con la politica sanitaria calabrese in quanto già dopo il primo caso di contagio accertato, era stata fatta richiesta di tamponi per sottoporre al test quanti erano stati a contatto con il paziente positivo al virus.

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