La prima cartina delle opere inserite nello sblocca cantieri

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COSENZA – «Questo sblocca cantieri non sbloccherà un bel niente», grida nel microfono la deputata del Pd, Enza Bruno Bossio.

Ed in effetti sembra proprio così per il Mezzogiorno. Basta guardare la cartina delle grandi opere da completare (per esse si intendono quelle superiori ai 100 milioni di euro) per vedere come siano concentrate tutte da Firenze in sù. Una sola opera è presente al Sud ed è proprio il secondo tratto del terzo megalotto della Ss 106, ormai conosciuta come strada della morte. Un’opera il cui progetto definitivo è stato approvato e pubblicato nell’agosto del 2017 e che da allora sembra essere caduta nel dimenticatoio. Ma anche qui c’è una sorpresa.

Il Governo in aula alla Camera ha sottolineato che nello Sblocca cantieri c’è un codicillo che dice che verrà «valutata l’opportunità di inserire l’opera compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica».

Quindi non solo il Governo inserisce una sola opera, ma ne valuta anche l’opportunità nonostante stiamo parlando di un corridoio strategico che unisce Calabria, Puglia e Basilicata e nonostante la strada fa registrare ogni anno un tributo di morti inaccettabile. Proprio da questi elementi è partita la Bruno Bossio ricordando poi che il 17 luglio del 2018 la Corte dei Conti ha dato il nulla osta alla delibera Cipe di 1 miliardo e 300 milioni necessari a finanziare l’opera. Che fine hanno fatto questi soldi? – si chiede la Bruno Bossio – che si domanda anche che fine abbiamo fatto i deputati calabresi 5 Stelle, ben 12, che sul punto hanno mantenuto un impenetrabile silenzio.

In realtà uno di loro ha parlato, come sempre via social, sostenendo che «È davvero imbarazzante che il PD, per bocca della deputata calabrese Enza Bruno Bossio – ha scritto Francesco Forciniti – si prenda ancora il lusso di seminare menzogne sullo stato dei lavori del terzo megalotto della statale 106, quando tutti sanno che l’iter di progettazione ed esecuzione non è mai stato bloccato da chicchessia. Piuttosto, se questo travagliato iter va avanti da decenni e non ha mai visto la luce, è solo a causa della conclamata incapacità politica e amministrativa delle forze di centrodestra e centrosinistra che hanno governato negli ultimi vent’anni, e che hanno fatto tanti di quegli errori in questa vicenda da poterci scrivere un libro».

«Semplicemente, i lavori non sono ancora partiti – spiega Forciniti – perché la compagnia a cui quelli come la Bruno Bossio hanno affidato i lavori è in ritardo sulla consegna del progetto esecutivo, e ha chiesto del tempo in più per adempiere, promettendo di recuperare questo tempo in più durante la realizzazione dell’opera. Tutto il resto sono menzogne, fango e strumentalizzazioni politiche»

«Lo sblocca-cantieri dimentica la Calabria. Non solo il governo a guida Cinque stelle non è stato in grado di sbloccare l’unica grande opera già finanziata per il Sud, ovvero il terzo megalotto della nuova statale 106 ionica, ma sono tante altre le opere che meritavano di essere considerate prioritarie: dal completamento della Statale 106 nel Reggino alla Trasversale delle Serre, alla diga del Melito, al potenziamento della linea ferroviaria tirrenica con l’alta velocità». È quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che ha sottoscritto e votato a favore degli emendamenti presentati da Martina Nardi ed Enza Bruno Bossio al decreto.

La replica del M5S e del Ministero

Oggi la smentita del Movimento 5 Stelle attraverso i parlamentari Giuseppe d’Ippolito e Francesco Sapia, secondo i quali: «Il governo e il Movimento 5 Stelle non c’entrano affatto con lo stallo dei lavori di ampliamento della Statale 106, con buona pace della deputata del Pd Enza Bruno Bossio, che ancora una volta ha utilizzato strumentalmente un provvedimento dell’esecutivo, cioè il decreto Sbloccacantieri, del tutto estraneo all’opera, per raccontare una storia diversa dalla realtà e alimentare polemiche e cronache fantasiose, di parte».

Secondo la nota, «il provvedimento non riguarda le opere da realizzare e dunque la vicenda della 106, diversamente da quanto ha lasciato intendere la collega Bruno Bossio. Noi non siamo contrari all’ampliamento della Statale ionica, e lo diciamo con chiarezza. Oltretutto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha già detto che la stessa va fatta. Nello specifico, il problema è, come ha ricordato la collega 5 Stelle Elisabetta Barbuto, che nello scorso marzo Anas ha comunicato – scrivono i due parlamentari – che il contraente generale Sirjo aveva richiesto uno slittamento di 3 mesi per la consegna del progetto esecutivo dei lavori del III megalotto, a causa di certificate difficoltà finanziarie della società Astaldi, pur con l’impegno di recuperare il ritardo nella riferita consegna in fase di realizzazione dell’opera, così mantenendo invariato il tempo complessivo stabilito nel contratto».

Anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha smentito le tesi sulla statale 106: «I lavori di potenziamento e manutenzione della strada statale 106 Jonica sono tra quelli inseriti nell’elenco delle opere da commissariare, per velocizzarne la realizzazione, grazie al decreto Sblocca cantieri».

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