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Uno degli incontri tenuti nel Comune di Casali del Manco

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CASALI DEL MANCO (COSENZA) – Prima il cambio di serratura, poi lo spostamento dei libri. Si conclude così l’attività della biblioteca comunale di Pedace, nel comune di Casali del Manco, coordinata dall’associazione Biblioteca delle donne. A darne notizia è la presidente dell’associazione Maria Francesca Lucanto che chiarisce immediatamente: «Non c’era un accordo scritto tra noi e l’amministrazione comunale, ma abbiamo sempre operato in tutto questo tempo organizzando eventi culturali e manifestazioni, senza fondi pubblici».

Secondo quanto riferito dalla presidente dell’associazione «il primo blitz è stato quello di cambiare la serratura esterna per impedirci di entrare, il secondo quello di trasferire i libri di pregio della biblioteca comunale e quelli della Biblioteca delle Donne Bruzie (tutti scritti da donne del Sud e del Mediterraneo – donne intellettualmente corrette), al piano superiore dello stabile, adibito finora a magazzino comunale. Non ci è dato sapere cosa si inventeranno più».

Le procedure di gestione della biblioteca di Pedace erano state avviate prima del lockdown, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Cosenza per la catalogazione dei libri e l’inserimento nel circuito nazionale delle biblioteche, poi la pandemia ha sospeso tutto l’iter. Oggi la decisione di smantellare di fatto la biblioteca di Pedace costruita nel 1968 dall’allora sindaco Rita Pisano, che dovrebbe essere trasferita in altro luogo e i locali destinati ad ospitare un circolo per anziani.

Chiediamo – è scritto in una nota diffusa anche sui social dall’associazione – con rabbia la fine di queste “prese in giro”. Non è più nostra intenzione chiedere incontri o supplicare audizioni. Siamo persone per bene, siamo donne intellettualmente correte e motivate. Vogliamo solo documenti scritti. Ci mettano per iscritto e con assoluta trasparenza, quello che l’amministrazione dei Casali del Manco intende fare. Noi abbiamo richiesto per iscritto di vedere alcuni atti comunali come: la deliberazione comunale con cui si è deciso il trasferimento della biblioteca di Pedace ad un’altra destinazione logistica, l’atto con cui i locali della biblioteca sono stati concessi al Circolo Arci, di cui non disconosciamo certo il valore. Vogliamo conoscere il regolamento comunale, se esiste, in base al quale si dovrebbero stabilire le regole dell’uso dei locali di proprietà del Comune. Per ultimo, ma non in ordine di importanza, portiamo a conoscenza dell’opinione pubblica che lo statuto del costituito comune dei Casali del Manco ha fra le sue norme, quella di tutelare i beni culturali già esistenti che non vanno certo mortificati e smantellati, ma potenziati e valorizzati. La deprivazione culturale in cui l’amministrazione comunale dei Casali del Manco vorrebbe farci precipitare ci offende e offende il nostro territorio ricco di storia e di intelligenze. Ed è una violenza sulle donne. Dalle lotte contro il fascismo e per l’attribuzione delle terre, portate avanti con coraggio e tenacia dalle donne pedacesi e casaline, alle lotte per l’affermazione dell’arte, del pensiero e dell’azione sociale e politica delle donne di oggi, la distanza è breve, purtroppo. Dobbiamo ancora difendere i nostri diritti e il nostro agio nel mondo. Dobbiamo ancora difendere la democrazia, che è come dire: costruire una società equa e giusta per tutti, non solo per le donne».

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