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Katya Gentile

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L’ULTIMA traccia dell’associazione Legittimamente è sui social, risale a una manciata di ore fa e riguarda Israele e la questione pandemica (seguono post sulla Spagna e il green pass e, ancora, su un monaco russo canonizzato nel 1903). L’ultima traccia dell’associazione Legittimamente “contro” l’amministrazione Occhiuto si registra, invece, più di dieci giorni fa con un commento, sempre virtuale e nemmeno tanto diretto, riguardante l’abbandono della Biblioteca civica («Dopo 10 anni di panem et circenses, feste, luminarie e inaugurazioni funamboliche, in una città in cui si sono sperperati denari finanche per cercare il mitico tesoro di Alarico, non hanno sentito il dovere di tenersi stretto un tesoro vero, patrimonio storico e culturale di Cosenza»).

Nessuna considerazione si rintraccia, al contrario, sulle questioni relative alle prossime elezioni amministrative, quelle che daranno alla città un “nuovo” primo cittadino e che, per la coalizione di centrodestra, vedono schierato Francesco Caruso, in stretta continuità con l’attuale sindaco.

Che fine ha fatto, pertanto, Katya Gentile? L’ex vicesindaco di Palazzo dei Bruzi, defenestrata dalla Giunta nel 2013 dopo aver paragonato lo stesso Mario Occhiuto al pavido comandante Schettino, proprio tramite l’associazione Legittimamente che presiede, s’è sempre contraddistinta per il fatto d’esprimere le proprie opinioni senza mezzi termini e per quello di partecipare attivamente al dibattito politico e sociale afferente alla comunità, «perseguendo la strada della verità, della solidarietà e della cooperazione».

Stride, di conseguenza, con l’originario e tipico modus operandi di Gentile, questo prolungato “silenzio”.

Tuttavia non è certo che la figlia del decano dei consiglieri regionali si sia convertita sulla via di Germaneto, la stessa strada che porta alla Cittadella regionale e all’eventuale elezione a presidente di Roberto Occhiuto, fratello di Mario, a cui, deposta l’ascia di guerra, strizzerebbe l’occhio proprio Pino Gentile (quest’ultimo, che attualmente rappresenta una vera e propria incognita, potrebbe ricandidarsi oppure, facendosi da parte, far aprire nuovamente le porte del Comune di Cosenza alla figlia Katya).

Per scansare ogni dubbio sullo “strano silenzio”, questo giornale avrebbe, dunque, voluto porre qualche domanda alla diretta interessata. Katya Gentile, però, ha nicchiato sul da farsi. Dapprima s’è resa disponibile all’intervista e poi, giunto il giorno dell’appuntamento (telefonico), non ha più risposto a chiamate e messaggi. Oltre a domandare alla stessa, nella sua qualità di guida di Legittimamente, un commento sulle già citate amministrative d’autunno e sul ruolo che l’associazione assumerà dinnanzi alla nuove leadership politiche locali, le si sarebbe pure chiesta conferma circa le indiscrezioni di cui sopra.

Nulla di fatto. Bisognerà attendere, vedere prima di credere: le ipotesi avanzate sull’avvicinamento delle famiglie, o meglio delle coppie di fratelli Occhiuto-Gentile, da sempre “rivali” (i malcontenti risalgono ai primi anni 2000, quando gli Occhiuto si opposero all’ingresso dei Gentile in Fi che, alla fine, vi entrarono, decretando l’adesione da parte di Roberto Occhiuto al Ccd di Pier Ferdinando Casini) rimangono, al momento, solo ipotesi.

Trame, insomma, di una telenovela anni Ottanta, di un Dynasty che dalle montagne del Colorado si sposta a quelle della Calabria, di un’opera shakespeariana col finale rivisto e corretto. D’altronde, per il Bardo dell’Avon la storia dei Montecchi e dei Capuleti finisce in tragedia; per noantri quella degli Occhiuto e dei Gentile potrebbe concludersi con le (diverse, nel senso di più d’una) elezioni.

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