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Amalia Bruni ieri a Rende con alcuni suoi candidati

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RENDE (COSENZA) – Amalia Bruni, candidata per il centrosinistra alla guida della Regione ha incontrato ieri a Rende in un albergo della città i candidati della sua lista, circoscrizione Nord. «Siamo alla stretta finale – ha detto – ora dobbiamo produrre lo sforzo più importante, ovunque vado noto un entusiasmo crescente verso me e la coalizione ed è sicuramente un fatto positivo, ma non basta, occorre convincere gli indecisi e quei cittadini che hanno perso la fiducia e pure la speranza».

Fiducia e speranza di riscatto sono proprio le due parole chiave della candidata che ha basato la sua candidatura sull’ascolto, forse anche per rimediare ai guasti dovuti al modo in cui si è arrivati alla sua candidatura.

Su questo punto la Bruni, nel corso di una intervista televisiva su Ten, ha rivelato che la scelta è nata in Calabria e non nei salotti romani. Sarebbe stato Nicola Irto a chiederle per primo una sua disponibilità. Lei ci ha pensato su un paio di giorni, ascoltando vari amici, fra cui anche Mario Oliverio «che mi ha subito sconsigliata per la verità».

Dopo i colloqui con Letta e Conte ha definitivamente sciolto le sue riserve. Adesso si trova alla guida di una coalizione che vede nel M5s una incognita, visto che il nuovo corso politico guidato da Conte deve essere ancora definito, e un Pd attraversato dalle perenni lotte intestine.

La Bruni, però, non se ne fa un cruccio perché conta sulla bontà delle liste che lei stessa ha voluto vagliare con grande attenzione e per le quali si dice pronta a mettere la mano sul fuoco. In particolare sulle capilista che in tutte le circoscrizioni (per la lista del presidente) sono donna.

Una scelta non casuale perché questo è un altro tratto distintivo della sua candidatura. «L’assenza del Welfare ricade soprattutto sulle spalle delle donne – dice – sono loro che si occupano degli anziani che vivono in casa, dei figli, spesso rinunciando alla carriera in una regione che ha carenza di asili nido. Serve aiutare le donne che hanno una marcia in più e superare il gap di un vivere politico declinato tutto al maschile. La legge sulla doppia preferenza è solo un punto di partenza perché ci darà la possibilità di esserci, almeno a chi saprà guadagnarsi lo spazio, perché a nessuna di noi piacciono le quote rosa, non abbiamo bisogno di riserve».

Insomma l’idea di Calabria che ha in mente la Bruni sembra ben definita e lei è pronta a spendersi con tutto il suo bagaglio di esperienze e conoscenza. A chi le chiede se se la sente di prendersi sulle spalle il futuro centrosinistra, al contrario di quanto fece il suo predecessore Pippo Callipo, lei risponde decisa di sì che la sua «non è una battaglia elettorale fine a se stessa, ma l’inizio di un cammino per cambiare la Calabria da un punto di vista sociale e culturale. Penso che abbiano scelto me perché ho la capacità di fare sintesi. Con me ho 164 persone splendide che si sono messe in gioco in prima persona, ma anche tanti calabresi delusi che sto incontrando in questi giorni». Vedremo quanta gente riuscirà a convincere soprattutto a recarsi alle urne.

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