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Silvio Greco

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COSENZA – Da metà settimana ogni giorno potrebbe essere quello giusto per il varo della giunta Occhiuto. Il neo presidente della Regione da giorni ci fa sapere che ha un fitto calendario di incontri per definire non solo la squadra di governo, ma anche lo staff di supporto.

Uno dei protagonisti sarà Silvio Greco, già assessore all’Ambiente della giunta di Agazio Loiero e rinomato biologo marino. Alla passione del mare Greco da sempre unisce anche quella per la gastronomia ma in questo contesto non c’entra.

Occhiuto l’altro giorno nel presentare le candidature di Diamante e Capistrano come capitali della cultura, ha parlato della necessità di offrire al Paese una diversa narrazione della Calabria. Un nuovo modo di raccontarla che certamente si può fare con le parole, ma viene meglio se a queste seguono i fatti. Così Occhiuto ha annunciato che dalla prossima settimana si occuperà di uno dei mali endemici della Calabria, ovvero la depurazione. Dice di aver incontrato un esperto (Greco, appunto) il quale gli ha subito detto di non aver votato per lui «ma non fa nulla – ha detto Occhiuto – perchè tanto lo nominerò consulente lo stesso».

In effetti Greco è il direttore della stazione zoologica Anton Dohrn di Amendolara, nell’alto jonio cosentino. Sembra quasi incredibile visto che la Calabria ha quasi 800 km di coste, ma mai la nostra regione aveva avuto un ente pubblico di ricerca che si occupasse di studiare il suo mare. Greco ha voluto far nascere qui la filiale del prestigioso centro di Napoli e non è un caso visto che in queste acque c’è la secca che è un ecosistema pressochè unico al mondo. Per la stazione è stata lanciata una call finanziata con 2milioni 850mila euro per far arrivare in Calabria coloro che vogliono fare ricerca in mare, mettendo a disposizione tutti gli strumenti innovativi di cui la stazione di Amendolara è dotata.

Per il momento nella stazione operano 25 ricercatori, a terra ma anche a bordo di Vettoria, una motonave oceanografica; scandagliano tutto quello che ruota intorno alla ricerca scientifica marina, partendo dalla pesca per arrivare alle biotecnologie marine e ai nuovi farmaci dal mare. Insomma un supporto scientifico di grande qualità che aiuterà certamente, viste anche le convenzioni con l’Arpacal e le università calabresi, a risolvere l’antico problema del nostro mare.

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