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Si è spento a 83 anni nella sua San Cosmo Albanese. I funerali sono stati celebrati dal suo successore, monsignor Donato Oliverio a Lungro

LUGRO (CS) – Non sono mancati momenti di sincera commozione nel tono e nelle parole del vescovo Donato Oliverio, quando stamane nella cattedrale di S. Nicola di Mira a Lungro, coadiuvato da tutto il clero eparchiale, ha celebrato la solenne messa in suffragio del suo predecessore, monsignore Ercole Lupinacci, vescovo emerito della eparchia degli italo-albanesi dell’Italia continentale, scomparso sabato scorso a 83 anni nella casa di riposo di S. Cosmo Albanese.

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Stemperando ogni formalismo, il vescovo Oliverio ha tracciato un affettuoso ricordo di mons. Lupinacci uomo e religioso. Da studente nel monastero basiliano di Grottaferrata prima, al collegio greco in Roma dopo, alla ordinazione a parroco nel 1963; dalla consacrazione a vescovo in Piana degli Albanesi in Sicilia nel 1981, al trasferimento nell’eparchia di Lungro nel 1988.

Mons. Lupinacci è stato ricordato anche per la tenacia adoperata nel recupero e nel ripristino delle origini orientali dell’eparchia di Lungro, “al fine di giungere alla configurazione di una Chiesa che rendesse presente in occidente le ricchezze della tradizione ecclesiale orientale”.

Oltre a tutti i sacerdoti e alle suore della eparchia, erano presenti anche il vescovo di Piana degli Albanesi (PA), Giorgio Demetrio Gallaro, l’esarca greco-cattolico di Atene, Manuel Min l’archimandrita Chrisostomos del patriarcato di Costantinopoli, numerosi sindaci dei centri albanofoni, rappresentanti della Guardia di Finanza e dell’Arma dei carabinieri di Castrovillari.

IL PROFILO. Monsignor Lupinacci nacque il 23 novembre 1933 a San Giorgio Albanese; è stato alunno del Pontificio Seminario Benedetto XV a Grottaferrata, sotto la Direzione dei Monaci Basiliani, e, in seguito, del Pontificio Collegio Greco di Sant’Atanasio in Roma, sotto la Direzione dei Padri Benedettini. È stato ordinato Presbitero da S.E.R. Mons. Giovanni Mele, primo Vescovo di Lungro, il 22 novembre 1959. Dal 1960 al 1963 collaborò come vicario-cooperatore nella Parrocchia “San Demetrio Megalomartire ​” in San Demetrio Corone. Nel 1963 fu nominato Parroco di “San Pietro e Paolo​” in San Cosmo Albanese ove rimase fino alla sua nomina a Vescovo di Piana degli Albanesi, avvenuta il 25 marzo 1981. Fu consacrato Vescovo il 6 agosto 1981, nella Cattedrale di San Demetrio Megalomartire in Piana degli Albanesi ove rimase al governo fino al suo trasferimento alla Eparchia di Lungro, avvenuto il 17 gennaio 1988.

Dal 1988 al 2010 è stato Vescovo di Lungro e innumerevoli sono stati i benefici che il Signore Iddio ha elargito alla Eparchia di Lungro nel corso di questo lungo servizio episcopale. Entrando in Diocesi presentò il suo programma pastorale mettendo al primo punto la realizzazione di un cammino sinodale, che culminò nella celebrazione della Prima Assemblea Eparchiale nel 1996 e nella realizzazione del II Sinodo Intereparchiale di Grottaferrata nel 2004-2005, le cui deliberazioni costituiscono il diritto particolare della Chiesa degli Italo-Albanesi di Rito Bizantino.

Nel corso del suo ministero episcopale si è tenacemente adoperato per il recupero e il ripristino delle origini orientali dell’Eparchia di Lungro, al fine di giungere alla configurazione di una Chiesa che rendesse presente in Occidente le ricchezze della tradizione ecclesiale orientale, promuovendo il desiderio della piena unità visibile tra i cristiani di Occidente e di Oriente. La Divina Provvidenza tramite lui ha fatto sorgere nuove Chiese, con affreschi e mosaici bizantini, e complessi parrocchiali per il servizio a favore della vita spirituale dei fedeli del gregge a lui affidato. Mons. Ercole ha svolto, inoltre, una intensa attività di promozione culturale e liturgica, ha favorito la comunione presbiterale, la cultura arbëreshe, la spiritualità liturgica bizantina, il dialogo ecumenico, la carità illuminata. In tal senso vale ricordare la ospitalità gratuita offerta per svariati anni, in una struttura diocesana, a una cinquantina di giovani provenienti dalla martoriata Albania che hanno potuto studiare e, poi, ritornando nella terra di origine adoperarsi positivamente per il passaggio della loro Patria a migliori condizioni di vita.

 

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